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[Società Italiana di Patologia ed Allevamento dei Suini

Lavori scientifici - Meeting Annuale 2005:

  • RISCONTRI CLINICI, EPIDEMIOLOGI, DIAGNOSTICI E PRODUTTIVI IN CORSO DI UN FOCOLAIO DI T.G.E. IN ISRAELE
  • Pozzi S.P. ~, Adani Y.*, Bonilauri P.°, Brenner J.*, Cordioli P.°°, Elad D.*, Lavazza A.°°, Perl S.*, Stram Y.*, Yadin H.*, *Ministry of Agriculture and Rural Development - Veterinary Services and Animal Health - Bet Dagan, Israel °Istituto Zooprofilattico Sper. Lombardia ed Emilia, Sez. Diag. di Parma° e Brescia°° Italia

    RIASSUNTO La Gastro Enterite Trasmissibile del suino (TGE) è una malattia infettiva contagiosa sostenuta da un Coronavirus ed avente andamento sia epidemico che endemico. Questa comunicazione riferisce del primo caso di TGE in allevamenti di suini in Israele. La diagnosi di TGE è stata ottenuta tramite test di ELISA-antigene, ImmunoFluorescenza diretta (IF), determinazione anticorpale, Polymerase Chain Raction (PCR), su campioni di tessuti o di sangue. L'intervento negli allevamenti colpiti è consistito in terapia di supporto nei suinetti per contrastare disidratazione, acidosi metabolica ed infezioni batteriche secondarie. Le perdite negli allevamenti colpiti sono state causate da un notevole aumento della mortalità pre-svezzamento, che sono più che raddoppiate rispetto al periodo precedente la malattia e con punte sino al 31,5 - 65%. Non esistono attualmente vaccini registrati in Israele contro TGE-Virus, né attenuati né inattivati.

  • STUDIO SULL'EFFICACIA DEL CEFQUINOME NELLA TERAPIA PARENTERALE DELLA MALATTIA RESPIRATORIA ACUTA DEL SUINO
  • TERRENI M.1, GOZIO S.2, GUAZZETTI S.3, MARTELLI P.4 1 Medico Veterinario, Vigevano (PV); 2 Intervet Italia; 3 Azienda USL di Reggio Emilia; 4 Dipartimento di Salute Animale - Università degli Studi di Parma.

    Riassunto. Questo studio ha valutato l'efficacia del trattamento con Cefquinome, in comparazione con amoxicillina e marboflossacina, della malattia respiratoria del suino. 143 magroni con sintomatologia respiratoria acuta sono stati assegnati in modo casuale ai tre gruppi di trattamento. Tutti gli animali sono stati sottoposti a un esame clinico giornaliero dal giorno dell'inclusione, giorno 0 al giorno 9. Il Cefquinome ha ottenuto le migliori percentuali di successo terapeutico sia al giorno 3 che 9 e il più breve tempo medio di guarigione. E' quindi confermata l'efficacia clinica del Cefquinome nel trattamento delle infezioni respiratorie del suino.

  • VALUTAZIONE DI DUE DIVERSI APPROCCI TERAPEUTICI CON ANTIBIOTICI NEL TRATTAMENTO DELLA PPDS DELLA SCROFA
  • Terreni M.(1), Guazzetti S.(2), Nisoli L (3), Martelli P. (4). (1)Medico Veterinario, Libero Professionista - Vigevano (PV) (2)Azienda USL - Reggio Emilia (3)Bayer S.p.A. - Divisione Sanità Animale - Milano (4)Dipartimento di Salute Animale - Università degli Studi di Parma

    Riassunto: Gli Autori hanno valutato l'efficacia di due differenti trattamenti antibiotici, uno a base di enrofloxacin (Baytril®10% - Bayer) vs un altro a base di amoxicillina, nel controllo della PPDS. Sono stati valutati sia parametri diretti sullo stato clinico della scrofa che "indiretti" sulla nidiata. I risultati ottenuti hanno confermato una efficacia clinica dell'enrofloxacin per tutti i parametri esaminati, anche se non è stata rintracciata significatività statistica al confronto con l'antibatterico di controllo.

  • RISPOSTA ANTICORPALE RILEVATA MEDIANTE TECNICA ELISA IN SIERI DI SUINI RIPETUTAMENTE VACCINATI CON VACCINO SPENTO PRRS
  • BECCALOSSI M. 1, SALIS F. 2, LEOTTI G. 3, ZANONI M. 1, JOISEL F. 4, ALBORALI L. 1 1Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna, Brescia 2 Martini Mangimi, Italia 3 Merial Italia, Milano 4 Merial SAS, Lyon, France, BPC, Labruguière, France

    Riassunto La diagnosi di laboratorio nei riguardi del Virus della Sindrome Riproduttiva e Respiratoria del suino ( PRRSV) è effettuata impiegando metodiche tradizionali quali l'isolamento virale e tecniche di biologia molecolare volte ad accertare la presenza di RNA virale nei tessuti o nel siero. Talvolta è utile poter ricorrere alla diagnosi indiretta al fine di evidenziare la presenza di anticorpi specifici verso PRRSV. La risposta anticorpale indotta da PRRSV è considerata varia ed atipica e può essere valutata attraverso diverse tecniche quali l'IPMA, l'immunofluorescenza, la sieroneutralizzazione e l'ELISA ( Mieli et al., 2004). E' noto che spesso è difficile interpretare i risultati di laboratorio in funzione della circolazione di PRRSV e delle problematiche aziendali. L'obiettivo del lavoro è quello di dare un contributo pratico alla interpretazione dei risultati di laboratorio approfondendo l'evoluzione della risposta anticorpale rilevata mediante ELISA in suini ripetutamente vaccinati con vaccino spento in condizioni di campo controllate.

  • INDAGINE EPIDEMIOLOGICA SULLA DIFFUSIONE DI SALMONELLA E CAMPYLOBACTER NEL SUINO IN ITALIA
  • . De Curtis P., Magistrali C., Cucco L., Neri C., Paniccià M., Duranti A., De Curtis M., Crotti S., Sensi M., Pezzotti G. Ente di appartenenza Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Umbria e Marche

    Riassunto. Scopo di questo lavoro è stato ottenere una valutazione della presenza di Salmonella e Campylobacter in gruppi di suini in allevamento ed alla macellazione in Italia. Campioni di feci provenienti da suini all'ingrasso e di contenuto ciecale da animali macellati sono stati esaminati mediante esame batteriologico per Salmonella e Campylobacter, mentre linfonodi ileo-ciecali prelevati contestualmente al macello sono stati sottoposti ad esame batteriologico per Salmonella. Dagli stessi gruppi sono stati inoltre prelevati campioni di siero di sangue e di succo di carne, poi sottoposti a test ELISA per la ricerca di anticorpi verso Salmonella. I risultati batteriologici mostrano il 6,5% delle feci esaminate da suini all'ingrasso positive per Salmonella, corrispondenti al 40% di gruppi di suini con almeno un campione positivo, mentre al macello il 28,5% dei campioni di contenuto ciecale, pari all'85% dei gruppi, e il 26.4% dei linfonodi, pari al 75% dei gruppi, è risultato positivo per Salmonella. Mediamente più elevata risulta la prevalenza di infezione osservata mediante ELISA; la positività è stata osservata nel 100 % degli allevamenti e nel 95 % dei gruppi macellati. S. Typhimurium, S. Infantis, S. Derby e S. Rissen si sono rivelati i sierotipi più frequentemente isolati di S. enterica. I risultati dell'antibioticosensibilità mostrano basse percentuali di sensibilità a tetraciclina, sulfonamide, streptomicina, trimethoprim ed ampicillina. Si è inoltre valutata l'efficacia del test ELISA quale strumento di screening, confrontando batteriologico e sierologico interpretato con cut off differenti, e calcolandone concordanza e K statistico. Per quanto riguarda Campylobacter, infine, il 42.3% dei gruppi in allevamento e il 61.1% al macello sono risultati positivi, la maggioranza dei ceppi erano appartenenti alla specie Campylobacter coli. Il Clostridium difficile nelle enteriti neonatali del suinetto: indagine in allevamenti della Pianura Padana. Manuela Nardi, Silvia Faccini, Carlo Rosignoli, Giuliana Franzini, Arrigo Nigrelli. Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna Sezione di Mantova Sommario: Sono stati sottoposti ad indagine diagnostica presso l'I.Z.S.L.E.R.- Sezione di Mantova, 112 campioni di carcasse e feci di suinetti di età compresa tra 1-15 giorni di vita con anamnesi di diarrea. Il C. difficile è stato isolato in 44 campioni, appartenenti a 16 episodi di enterite (41% dei casi), provenienti da 11 allevamenti diversi. Le tossine sono state individuate nel 62,5 % dei casi in cui il C. difficile è stato isolato.

  • RUOLO DEL SUINO NERO DEI NEBRODI NELLA DIFFUSIONE E PERSISTENZA DELLA TUBERCOLOSI ALL'INTERNO DI UN' AREA PROTETTA.
  • Di Marco V., Capucchio M. T.*, Russo M., Tomaselli A.**, Calabrò A., Leonardi E., Spartà G.***, Reale S. Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia "A. Mirri" - Palermo *Centro di Referenza di Patologia Comparata Bruno Maria Zaini, Dipartimento di Patologia Animale, Torino. ** Azienda Sanitaria Locale n°5 ***Assessorato Agricoltura e Foreste - Regione Sicilia

    RIASSUNTO Nonostante i piani di eradicazione siano vigenti su base obbligatoria da un decennio, in Italia rimane un problema cardine per la Sanità Pubblica Veterinaria. Nelle regioni dell'Italia meridionale e insulare la percentuale degli allevamenti infetti è ancora elevata; in Sicilia si ha una persistente elevata prevalenza di focolai di tubercolosi bovina (5,94%). Da più autori (1,4,5) è stato sottolineato che il successo di un piano di eradicazione è strettamente correlato con la possibilità di eliminare qualunque fonte di contagio del Mycobacterium bovis. E' stata pertanto condotta dagli Autori nel corso del biennio 2003-2004 un'indagine sulla prevalenza della Tubercolosi nel Suino Nero dei Nebrodi allo stato selvatico ed allevato en-plain-air. Su un totale di 969 carcasse ispezionate sono state rilevate lesioni macroscopiche riconducibili a TBC in 75 soggetti (7,74%). Su n° 10 campioni di Suino Nero dei Nebrodi e su n°10 campioni di bovino è stata effettuata, inoltre, la tipizzazione molecolare del Mycobacterium spp. Tutti i campioni suini sono risultati positivi per M.bovis; dei campioni bovini n° 2 sono risultati negativi, n°3 positivi per M.bovis e n°5 per M. avium. Dai risultati ottenuti emergono importanti considerazioni di tipo epidemiologico in merito alla circolazione dei ceppi di mycobacterium spp. tra le diverse specie domestiche e poi tra queste e le specie selvatiche. Al fine di definire in maniera certa il ruolo del Suino Nero dei Nebrodi quale fattore di rischio nella persistenza e nella diffusione della tubercolosi in un territorio, saranno comunque necessari ulteriori ed approfonditi studi di epidemiologia molecolare. Gli AA. fanno inoltre alcune considerazioni sulle problematiche di sanità pubblica, correlate anche alla consuetudine tutt'ora in uso della macellazione familiare.

  • DETERMINAZIONE DELLA MINIMA CONCENTRAZIONE INIBENTE (MCI) DEL CEFQUINOME NEI CONFRONTI DI BATTERI PATOGENI PER L'APPARATO RESPIRATORIO PROFONDO DEL SUINO
  • Barigazzi Giuseppe*, Foni Emanuela*, Bacchiocchi Federico*, Chiapponi Chiara*, Gozio Stefano° Con la collaborazione tecnica di Catelli Simona*, Chiapponi Giuseppe* e Romanini Chiara* * Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna, Sezione Diagnostica di Parma, Via dei Mercati, 13/A - 43100 Parma ° Intervet Italia S. r. L. Via W. Tobagi, 7 Peschiera Borromeo (MI)

    Riassunto Gli Autori hanno determinato le Minime Concentrazioni Inibenti (MCI) del cefquinome nei confronti di 106 ceppi batterici isolati in Italia nell'anno 2004 da polmoni di suino nel corso dell'attività diagnostica corrente. Sono stati testati 27 ceppi di Actinobacillus pleuropneumoniae Biotipo 1, 10 di Actinobacillus pleuropneumoniae Biotipo 2, 4 di Bordetella bronchiseptica, 9 di Haemophilus Parasuis, 22 di Pasteurella multocida e 24 di Streptococcus suis. Il Cefquinome ha inibito tutti i ceppi testati a diverse concentrazioni. Le MCI 50 sono state ≤0.03μg/ml per P. multocida, A. pleuropneumoniae biotipo 1, A. pleuropneumoniae biotipo 2 e S. suis, mentre per H. parasuis, e B. bronchiseptica si sono attestate a 0,06 e 4. Le MCI 90 sono state ≤0.03μg/ml per A. pleuropneumoniae biotipo 1 e A. pleuropneumoniae biotipo 2, di 0,06 μg/ml per S. suis, P. multocida ed H. parasuis, e 32 μg/ml per B. bronchiseptica. Vengono inoltre forniti i valori MIC ottenuti con 3 microrganismi di controllo di E,coli (ATCC 25922), Enterococcus faecalis (ATCC 29212) e Pseudomonas aeruginosa (ATCC 27853) rispettivamente a 0,12-0,25, 1 e 4 μg/ml.

  • POTENZIALE ANTIACIDO DI INGREDIENTI COMUNI ED INUSUALI UTILIZZATI PER LA MINERALIZZAZIONE DEI MANGIMI PER SUINETTI: RISULTATI DI UN TEST DI LABORATORIO.
  • Giuseppe Baricco, Medico Veterinario Libero Professionista, Torino. giuseppe@baricco.it Marzio Ancordi, Laboratorio di Analisi Chimiche, BASF ITALIA Nutrizione Animale, Comun Nuovo (BG), marzio.ancordi@basf-italia.it

    RIASSUNTO: Sono state prese in esame diverse fonti di minerali (fosfato bicalcico e monobicalcico, calcio carbonato, formiato e solfato) e ne è stata misurata in laboratorio l'influenza sul pH una volta diluiti in soluzioni a pH 3 con HCl e neutra, da soli, tra loro miscelati, con aggiunta di matrice vegetale e con aggiunta di diformiato di potassio. Si conferma la potente attività antiacida del calcio carbonato, si evidenzia una netta superiorità del fosfato monobicalcico rispetto al bicalcico, si prospetta la possibilità - particolarmente in presenza di potassio diformiato - di sostituire con vantaggio economico il calcio formiato con il solfato.

  • INDAGINE EPIDEMIOLOGICA SULLA PRRS IN UN ALLEVAMENTO SUINICOLO DEL CUNEESE
  • Benfatti M*., Piumetti M*. *Medico Veterinario Libero Professionista

    Riassunto: Nell'ambito di un grande allevamento suinicolo della pianura cuneese è stata monitorata la presenza, la persistenza e le variazioni tra le differenti categorie di animali del virus della PRRS nel sangue. I risultati ottenuti mostrano, per quanto riguarda i riproduttori, un aumento della percentuale dei capi positivi a partire dalle scrofette, sino ad arrivare al 100% nei soggetti al secondo e terzo parto. Nei suini destinati all'ingrasso si ha bassa positività nei soggetti appena svezzati, che tende ad aumentare sino a raggiungere il 100% con il crescere dell'età..

  • MONITORAGGIO DELLA MALATTIA DI AUJEZSKY,APPLICAZIONI IN CAMPO E PROSPETTIVE"
  • Bolla C. A.s.l. 18 Alba -Bra, Scuola di Specializzazione in Patologia Suina- Moretta (CN) .

    Riassunto.Sono stati raccolti i dati di sieroprevalenza per virus di Auijezsky sul territorio A.s.l. 18 nel periodo 1997-2003.Si è verificato, in sede di macellazione, il livello anticorpale di 60 suini grassi provenienti da 6 allevamenti della provincia di Cuneo che è risultato inadeguato. Si è ipotizzatata una tempistica di rilevamento sierologico per definire un titolo anticorpale sufficientemente protettivo.

  • VARIABILITà GENETICA NELLA REGIONE ORF7 (PROTEINA NUCLEOCAPSIBICA N) IN 124 CEPPI DI PRRSv ISOLATI DA ALLEVAMENTI DEL NORD ITALIA, APPROCCIO EPIDEMILOGICO E MANAGERIALE
  • Bonilauri Paolo1, Fallacara Francesca.2, Alborali Loris.2. Dottori Michele1 Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lombardia ed Emilia Romagna Sezione di Reggio Emilia .

    RIASSUNTO In questo studio, gli autori riportano l'analisi della variabilità genetica osservata nella regione dell'ORF7 (proteina nucleocapsidica N) del virus della PRRS in 124 ceppi isolati da allevamenti del Nord-Italia. La variabilità nucleotidica totale osservata in questa regione, descritta come relativamente conservata, risulta essere sufficientemente elevata, superiore al 10%, per consentire di distinguere i ceppi di campo tra loro e dai ceppi vaccinali europei e americani. L'utilizzo epidemiologico e manageriale della sequenza della regione dell'ORF7 anziché della regione del ORF5, più comunemente utilizzata in letteratura, è descritto in questo lavoro

  • IMMUNITA' NEONATALE NEL SUINO: CAMBIAMENTI ETA'-DIPENDENTI DEI LINFOCITI PERIFERICI, DELL'ESPRESSIONE DI CITOCHINE E DI ORMONI IMMUNOREGOLATORI.
  • Paolo Borghetti (1), Cavalli Valeria (2), Elena De Angelis (1), Saleri Roberta (2), Stefania Grazioli (3), Francesca Miduri (1), Antonio Cacchioli (1), Attilio Corradi (1), Luca Bonati (1), Marco Terreni(3), Paolo Martelli (1). (1)Dip. di Salute Animale, (2) Dip. di Produzioni Animali, Biotecnologie Veterinarie, Qualità e Sicurezza degli Alimenti, Università degli Studi di Parma; (3) Veterinario Libero Professionista.

    Riassunto. Sono stati analizzati i cambiamenti età-dipendenti dei linfociti periferici in relazione a quelli del GH, prolattina e cortisolo nel plasma, dalla nascita a 20 giorni di età in suinetti allevati convenzionalmente. I bassi livelli di linfociti CD8+ riscontrati fino al 20° giorno confermano nostri precedenti risultati che evidenziavano un lento sviluppo dell'immunità specifica causato da bassa stimolazione antigenica e da limitata attivazione dei linfociti T helper "naive" (CD4+CD8-), le cui percentuali sono alte nel sangue per tutto il periodo di pre-svezzamento. Gli alti livelli di GH riscontrati alla nascita si spiegano con il ruolo positivo dell'ormone sullo sviluppo dei linfociti CD4+ nonchè come fattore antagonista all'effetto negativo del cortisolo sulla produzione linfocitaria nei primi giorni di vita. Il rapido decremento del cortisolo correlato a quello del GH ed il tipo di citochine espresse, testimonia che i suinetti nel periodo pre-svezzamento hanno limitata attivazione della risposta dello stress e della risposta infiammatoria.

  • diagnosi di infezione da circovirus suino tipo 2 (PCV2) e della Post Weaning Multisystemic wasting syndrome (PMWS) mediante analisi PCR di campioni di sangue, feci e tamponi tonsillari prelevati da animali VIVI
  • ANDREA CAPRIOLI 1, FABIO OSTANELLO1, FRANCIS MCNEILLY2, IRINE MCNAIR2, JOHN. ELLIS 3, GORDON ALLAN2 1Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Patologia Animale Università di Bologna; 2Veterinary Sciences Division (VSD), Department of Agriculture and Rural Development, Belfast; 3Department of Veterinary Microbiology, University of Saskatchewan, Canada

    Riassunto. Il circovirus suino tipo 2 (PCV2) è l'agente eziologico della sindrome multisistemica del deperimento post-svezzamento del suino (Post Weaning Multisystemic wasting syndrome, PMWS). In questo studio, è stata valutata nel tempo, mediante PCR, la presenza di DNA di PCV2 in campioni di sangue e in tamponi tonsillari e fecali prelevati da 12 suini infettati sperimentalmente con PCV2. I risultati ottenuti sono stati comparati con la presenza di lesioni istologiche tipiche della PMWS e di antigeni di PCV2 nei tessuti, evidenziati mediante immunofluorescenza indiretta (IIF). Alla fine dell'esperimento, 21 giorni post infezione, il DNA di PCV2 era presente nel sangue di tutti i 12 suini infettati e nelle feci e nelle tonsille di 11 di essi. La frequenza di positività dei diversi materiali biologici non presentava differenze statisticamente significative. Solo quattro dei suini infettati presentavano evidenze patologiche o virologiche di PMWS, insieme alla presenza di antigene di PCV2 associato alle lesioni stesse. In questo gruppo di animali la frequenza di campioni ematici PCR-positivi risultava significativamente più elevata rispetto a quella degli altri animali, mentre nessuna differenza veniva evidenziata per i tamponi tonsillari e fecali. In conclusione, questo studio conferma che il DNA di PCV2 può essere facilmente evidenziato mediante PCR nei fluidi biologici di suini infetti almeno 21 giorni post-infezione. La frequente osservazione di campioni positivi negli animali che non presentavano evidenze patologiche e virologiche di PMWS conferma inoltre che una PCR qualitativa non può essere considerata un metodo sufficientemente specifico per la diagnosi di routine di questa sindrome. Tuttavia, la maggiore proporzione di campioni ematici positivi riscontrata nei soggetti con evidenza di malattia suggerisce che la ricerca del DNA di PCV2 nel sangue, specialmente se abbinata ad una quantificazione del virus circolante, potrebbe essere, in animali vivi, un utile supporto diagnostico in caso di sospetto di PMWS.

  • Ricerca di anticorpi contro il virus dell'epatite E in soggetti professionalmente esposti a contatto con suini
  • ANDREA CAPRIOLI 1, FABIO OSTANELLO 1, FRANCESCA MARTELLI 1, GIUSEPPE MALENCHINI 2, GIULIANO FURLINI 3 1 Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Patologia Animale - Università di Bologna; 2 Servizio di Sicurezza, Igiene e Medicina del Lavoro - Università di Bologna; 3 Unità Operativa di Microbiologia - Policlinico S. Orsola - Bologna

    Riassunto. Il virus dell'epatite E (HEV) è una causa frequente di epatite acuta nei Paesi in via di sviluppo, dove l'infezione viene trasmessa principalmente per via orofecale attraverso acqua contaminata. Virus HEV-like sono stati identificati in diverse specie animali ed in particolare in quella suina. Negli ultimi anni, casi sporadici di malattia sono stati descritti anche in numerosi Paesi industrializzati, compresa l'Italia, in persone senza un'anamnesi di viaggi in zone considerate endemiche. L'analisi nucleotidica dei virus associati a questi casi ha mostrato un elevato grado di omologia con ceppi di HEV isolati da suini e cinghiali, facendo ipotizzare un'origine zoonosica di tali infezioni. Studi sperimentali hanno inoltre dimostrato la possibilità di trasmissione interspecifica di ceppi umani al suino e di ceppi suini a primati non umani. Per tali motivi, la malattia è oggi considerata una zoonosi emergente. Alcune indagini condotte in USA, Grecia, Taiwan e Moldova hanno evidenziato un'elevata prevalenza anticorpale anti-HEV in soggetti che lavorano a contatto con suini. Lo scopo del presente lavoro è stato quello di determinare, nel nostro Paese, la prevalenza di anticorpi anti-HEV in un gruppo di soggetti professionalmente esposti al contatto con suini. Nessuno degli 84 sieri esaminati è risultato positivo per HEV.

  • USO DI METODI BATERIOLOGICI E SIEROLOGICI PER STIMARE LA PREVALENZA DI SALMONELLA SPP. NEI SUINI
  • V.Cibin1, F.Tonon2, M.Mancin3, L.Barco1, P.Zavagnin1, A.Ricci1 1) Centro Nazionale di Referenza per le Salmonellosi - IZS Venezie - Legnaro (PD) - Italy 2) Medico Veterinario Libero Professionista - S.Vendemmiano (TV) 3) Centro Regionale di Epidemiologia Veterinaria - IZS Venezie - Legnaro (PD) - Italy

    Riassunto Scopo di questo lavoro è stato quello di mettere a punto una metodologia utilizzabile per valutare la prevalenza di Salmonella spp. in allevamenti di suini e in animali macellati, usando, per individuare la presenza di infezione, sia l'esame batteriologico delle feci che l'indagine sierologica (kit ELISA) su siero e su succo di carne (meat juice). Sono stati analizzati campioni di feci e meat juce rappresentativi di 16 partite di suini, macellati presso un macello del Veneto, e campioni di feci e siero rappresentativi di 10 allevamenti veneti; i campioni di feci prelevati in allevamento sono stati equamente distribuiti tra gli animali a fine ciclo (8 mesi di età) e gli animali a inizio ciclo (3-4 mesi di età). I risultati dell'esame batteriologico hanno evidenziato una percentuale di partite positive pari al 62% per quanto riguarda il macello e pari al 60% per quanto riguarda l'allevamento (sommando i risultati ottenuti dagli animali a inizio ciclo e a fine ciclo). Date le caratteristiche del campionamento (numerosità campionaria ridotta e scelta delle unità campionarie basate principalmente sulla più semplice reperibilità) si ritiene questo dato poco significativo nel fornire una stima della prevalenza di Salmonella spp. nei suini allevati e macellati in Veneto. L'indagine sierologica ha evidenziato, invece, una percentuale di partite positive pari al 37% per quanto riguarda il macello e pari al 90% per quanto riguarda l'allevamento (sommando i risultati ottenuti dagli animali a inizio ciclo e a fine ciclo). Interessanti considerazioni sono emerse nella valutazione dei risultati dell'indagine sierologica per cui la scelta del valore di cut-off risulta essere fondamentale nella stima della siero-prevalenza.

  • EFFETTI DELLA SOMMINISTRAZONE DI CLOPROSTENOLO (PGF2?) AL MOMENTO DELLA FECONDAZIONE ARTIFICIALE SULLA FERTILITA' DELLA SCROFA
  • DE RENSIS F.1, SILVA P.2, CEVIDALLI A.E.3 , KIRKWOOD R.N.4 1 Sezione di Endocrinologia e Farmacologia Veterinaria, Dipartimento di Salute Animale, Facoltà di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Parma, Via del Taglio 8, Parma; 2 Medico Veterinario, Via Campana 80, Parma; 3 Schering-Plough Animal Health, Palazzo Borromini, Milano Due, Segrate (MI); 4 Department of Large Animal Clinical Sciences, College of Veterinary Medicine, Michigan State University, East Lansing, MI 48824, U.S.A.

    Riassunto: Nella scrofa le prostaglandine F2α (PGF2α) rivestono un ruolo importante nel trasporto del materiale seminale dall'utero alle tube uterine. Gli obiettivi di questa sperimentazione sono stati quello di determinare l'effetto della somministrazione di una PGF2α esogena (cloprostenolo, Estrumate®) sulla fertilità delle scrofe fecondate artificialmente, e stabilirne la via di somministrazione ottimale. Per questo studio sono state utilizzate 212 scrofe che al momento della FA, eseguita al primo estro post-svezzamento, sono state suddivise in tre gruppi e trattate con: i) 175 μg di cloprostenolo somministrato per via i.m.; ii) 500 μg di cloprostenolo aggiunto al materiale seminale; iii) gruppo di controllo, non trattato. La fecondazione artificiale è stata eseguita in assenza del verro. La somministrazione i.m. di cloprostenolo ha determinato un aumento significativo (p<0,05) della percentuale di scrofe gravide (88,5%) rispetto al gruppo di controllo (82,8%). Non ci sono state differenze tra il gruppo di controllo e la somministrazione di cloprostenolo con il materiale seminale (83,4%). La somministrazione di cloprostenolo non ha avuto alcun effetto sul numero di suinetti nati . In conclusione, questo studio indica un effetto benefico della somministrazione i.m. di cloprostenolo (PGF2α) sulla fertilità delle scrofe fecondate artificialmente in assenza del verro.

  • CARATTERIZZAZIONE DELLA TECNICA ELISPOT PER LA VALUTAZIONE FUNZIONALE DELL'IMMUNITA' CELLULO-MEDIATA NELLA SPECIE SUINA
  • Luca Ferrari(1), Francesca Miduri(1), Elena De Angelis(1), Stefania Grazioli(3), Marco Terreni(3), Valeria Cavalli(2), Roberta Saleri(2), Attilio Corradi(1), Paolo Martelli(1), Paolo Borghetti(1). (1)Dip. di Salute Animale, Università degli Studi di Parma (2)Dip. di Produzioni Animali, Biotecnologie Veterinarie, Qualità e Sicurezza degli Alimenti, Università degli Studi di Parma (3)Veterinario Libero Professionista

    Riassunto. Il saggio ELISpot è una procedura altamente sensibile e rapida per l'identificazione, la quantificazione e la caratterizzazione del numero di cellule secernenti citochine. Nel presente studio è stata valutata la risposta immunitaria cellulo-mediata in suini di 35 e 90 giorni di vita mediante la determinazione della produzione di IFN-? da parte di linfociti, utilizzando la tecnica ELISpot. Si sono inoltre cercate le condizioni ottimali di stimolazione in vitro utilizzando PHA e Con-A come mitogeni policlonali. La risposta dei linfociti alla stimolazione con entrambi i mitogeni ha evidenziato un andamento dipendente dal dosaggio utilizzato e statisticamente paragonabile all'interno del medesimo intervallo di concentrazione. Si è quindi definito un intervallo di concentrazione potenzialmente utile per il confronto dello stato di attivazione del sistema immunitario in animali di differente età.

  • Impiego del punteggio polmonare al macello nella valutazione della malattia respiratoria da M. hyopneumoniae sul suino pesante
  • Michele Dottori (*), Claudia Gusmara ("), Giorgio Leotti (^), Fabio Ostanello (§), Vittorio Sala (°) (*) Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia - Sezione Diagnostica di Reggio Emilia. (") Università degli Studi di Milano - Dottorato di Ricerca in Igiene Veterinaria e Patologia Animale. (^) Merial Italia. (§) Università degli Studi di Bologna - Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Patologia Animale. (°) Università degli Studi di Milano - Dipartimento di Patologia Animale, Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria.

    Riassunto. La necessità di oggettivare le osservazioni epidemiologiche e cliniche dell'infezione da M. hyopneumoniae, e la mancanza d'indicazioni sull'impiego del punteggio polmonare nel suino pesante, hanno motivato questa indagine sperimentale, condotta su 109 partite di macellazione, per un totale di 10.041 suini pesanti, provenienti da 91 allevamenti situati in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia-Giulia ed Emilia-Romagna. Il punteggio medio di partita è stato pari a 2,11, con una variabilità da un minimo di 0,03 ad un massimo di 7,15; tutte le partite considerate hanno avuto almeno un soggetto con lesioni polmonari, e il 60% circa dei suini ha mostrato alterazioni riconducibili a micoplasma. I risultati ottenuti dimostrano che la rilevanza clinica dell'infezione micoplasmica è condizionata dalle scelte manageriali, non solo di natura sanitaria, e che l'impatto sulla produttività è certamente rilevante.

  • OSSERVAZIONI SULLA PRESENZA E PERSISTENZA DEL VIRUS DELLA PRRS IN TESSUTI DIVERSI DI SUINI NATI DA SCROFE INFETTATE SPERIMENTALMENTE
  • MAURA FERRARI1, CINZIA ROBOTTI1, DANIELE NIGRELLI2, ATTILIO CORRADI3, CARLO ROSIGNOLI2, L. ALBORALI1 1Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna, Brescia 2Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna, Mantova 3Università degli Studi di Parma

    Riassunto L'obiettivo della prova svolta è stato la determinazione della trasmissione dell'infezione del virus della PRRS alla progenie di animali gestanti inoculati rispettivamente con due ceppi virali: BS/114/P/2000 e BS/162/P2000. L'accertamento della presenza virale è stato valutato nei diversi tessuti bersaglio (polmoni, amigdale, linfonodi). Gli animali gestanti hanno presentato condizioni sanitarie apparentemente nella norma, hanno evidenziato una breve o non rilevabile fase viremica e il parto è avvenuto nei tempi previsti. Tutti i suini nati, sia vivi che morti, sono risultati virologicamente positivi. Il virus è stato rilevato sia nella maggior parte degli organi bersaglio, che nel tessuto muscolare della maggior parte dei suini. I risultati dell'indagine confermano l'importanza epidemiologica degli animali gestanti quale fonte di trasmissione virale per via orizzontale e verticale e consentono di effettuare valutazioni sui campioni ottimali da utilizzarsi in ambito diagnostico. Inoltre, la presenza virale nel tessuto muscolare suggerisce un ulteriore approfondimento delle indagini volte ad accertare l'eventuale trasmissibilità dell'infezione ad altri suini attraverso l'assunzione di scarti di macellazione di suini viremici (Van Der Linder, 2003; Martin, 2002).

  • LA SOSPENSIONE DELL'USO DEGLI ANTIBIOTICI PROMOTORI DI CRESCITA NELL'ALIMENTAZIONE DEL SUINO.
  • Luigi Gaidella (*); Carlo Cantoni (**). (*):ASL della provincia di Mantova (**): Dipartimento di Scienze e Tecnologie Veterinarie per la Sicurezza Alimentare, Università degli Studi di Milano, Via Celoria 10 Milano

    Riassunto: Gli autori elencano le principali alternative connesse con la sospensione dell'uso degli antibiotici auxinici nell'allevamento suino dal 1 gennaio 2006.

  • VALUTAZIONE DI DUE PROSTAGLANDINE (PGF2?), CLOPROSTENOLO E ALFAPROSTOL, IMPIEGATE NELL'INDUZIONE DEL PARTO NELLA SCROFA
  • GHERPELLI M.1 , CEVIDALLI A.E.2 1 Medico Veterinario, Via Bottego, 2, Reggio Emilia ; 2 Schering-Plough Animal Health, Palazzo Borromini, Milano Due, Segrate (MI).

    Riassunto: Nei suini la somministrazione di una dose singola di 175 µg i.m. di cloprostenolo (analogo sintetico della PGF2α) a femmine a termine di gravidanza determina luteolisi e l'espletamento del parto. L'obiettivo di questa sperimentazione era paragonare il cloprostenolo racemo (Estrumate®), impiegato per l'induzione del parto nelle scrofe e scrofette, ad un'altra prostaglandina, alfaprostol (Gabbrostim®). Sono state incluse 216 scrofe, linea Camborough 1050, che sono state trattate con cloprostenolo (109) o con alfaprostol (107) mediante iniezione intramuscolare in dose singola, eseguita al 114° o al 113° giorno di gestazione (1 o 2 giorni prima della data attesa per il parto, stabilita per questa azienda al 115° giorno). Cloprostenolo e alfaprostol sono stati in grado di concentrare oltre il 50% dei parti nell'arco delle 24-34 ore successive al trattamento. La totale mancanza di effetto (parto non iniziato entro 34 ore dal trattamento) si è verificata solo nel 2,8% degli animali trattati. Non sono state riscontrate differenze significative tra i due trattamenti per quanto riguarda la durata e la qualità dei parti. Per quanto riguarda le condizioni dei suinetti, la percentuale media di suinetti nati morti nelle figliate delle scrofe trattate con cloprostenolo è risultata significativamente inferiore: 5,11% rispetto a 7,93% delle figliate di scrofe trattate con alfaprostol (p = 0,0366).

  • INDAGINE AL MACELLO SUI DIFETTI DELLE COSCE DI SUINO QUALE MOTIVO DI ESCLUSIONE DELLA PRODUZIONE DI PROSCIUTTI CRUDI DOP
  • (*) Monica Giberti (2)*, Michele Apicella (2)*, Paola Druetta (2), Roberto Sapino (2), Franco Gambino (2), Franco Guarda (1). * Scuola di Specializzazione di Patologia suina, moretta (CN) Dipartimento di Patologia Animale (1) Servizi Veterinari ASL 17/2 Saluzzo, Regione Piemonte (2)

    RIASSUNTO. Considerato il rilievo economico del settore dei prosciutti crudi e le sue ripercussioni su tutta la filiera suina, si è ritenuto utile indagare sui difetti delle cosce suine in una fase critica della loro lavorazione. Dal punto di vista del Veterinario Ispettore tale momento critico è rappresentato dalle fasi di macellazione ed in questa sede si è svolto il presente lavoro, che si estrinseca nella valutazione statistica del riscontro dei difetti e nelle indicazioni operative volte a limitare i danni da questi derivanti.

  • ATTIVITA' RIPRODUTTIVA DI SCROFE DI RAZZA CINTA SENESE ALLEVATE IN TOSCANA
  • Giuliotti Lorella, Facdouelle Ilaria, Goracci Jacopo, Benvenuti Maria Novella Dipartimento di Produzioni Animali - Università di Pisa

    Riassunto. La Cinta Senese è una delle razze suine autoctone attualmente più diffuse in Italia e molto apprezzata per la qualità dei prodotti. Questo lavoro prende in esame la distribuzione territoriale e la carriera riproduttiva di 1439 scrofe presenti in 214 allevamenti toscani nell'ultimo decennio (1995-2004), utilizzando la banca dati dell'ANAS. Il numero degli allevamenti segue un trend positivo, salendo da 31 nel 2000 a 197 attivi alla fine del 2004. Siena, Arezzo e Firenze mostrano il numero più elevato di aziende e di scrofe (circa 68% in entrambi i casi). Le nascite sono concentrate da marzo a settembre, evitando condizioni climatiche inadeguate, infatti la mortalità a gennaio arriva in media al 30%, mentre in giugno scende al 16%. Tale parametro risulta in calo fino al 7° parto (15%), dopo di che tende a salire fino a raggiungere, in corrispondenza del 10° parto, valori simili a quelli delle primipare (25%). L'andamento della mortalità negli anni mostra una diminuzione marcata in corrispondenza dell'istituzione del Registro Anagrafico, che sembra aver stimolato e supportato gli allevatori. L'età delle scrofe al primo parto è stata di 512±147.26 giorni, mostrando un miglioramento nel corso del tempo. La longevità delle scrofe appare buona, arrivando fino al 10° parto ad un'età di quasi 7 anni. Le analisi statistiche condotte sottolineano l'influenza delle condizioni ambientali sulla sopravvivenza della nidiata.

  • EPIDEMIOLOGIA DELLE ENTERITI DEL SUINETTO SOTTO-SCROFA: MESSA A PUNTO DI UN PROTOCOLLO DIAGNOSTICO RAPIDO E COMPLETO
  • V.GUALDI*, F. VEZZOLI*, M.LUINI*, L. NISOLI§ *Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna - Sezione di Lodi, §Bayer Sanità Animale

    RIASSUNTO La patologia enterica sotto-scrofa può essere causata da diversi agenti eziologici batterici, virali e parassitari. L'obiettivo di questo lavoro è quello di mettere a punto un protocollo diagnostico pratico e completo attraverso l'impiego di metodiche tradizionali (batteriologiche) e di biologia molecolare (Multiplex-PCR per la tipizzazione di ceppi di E. Coli, PCR per la ricerca di Isospora suis, RT-PCR per la ricerca di Rotavirus gruppo "A", Coronavirus della PED e della TGE) su tamponi rettali prelevati da nidiate con diarrea, da utilizzare in campo per chiarire l'epidemiologia delle enteriti sotto-scrofa e definire i protocolli di intervento più appropriati.

  • CARATTERIZZAZIONE MOLECOLARE E SENSIBILITA' AGLI ANTIBIOTICI DI CEPPI DI ESCHERICHIA COLI ISOLATI DA SUINETTI SOTTO-SCROFA IN CORSO DI TRATTAMENTO CON TOLTRAZURIL (BAYCOX® 5%)
  • V.GUALDI*, F. VEZZOLI*, M.LUINI*, L. NISOLI§ *Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna - Sezione di Lodi, §Bayer Sanità Animale

    RIASSUNTO Escherichia coli ed Isopora suis sono importanti cause di enterite sotto scrofa. In questo lavoro è stata valutata la sensibilità nei confronti delle più comuni classi antibiotiche e la presenza, mediante multiplex-PCR, dei geni codificanti diversi fattori di patogenicità (EAST1, STa, STb, LT, VT1, VT2, intimina, K88) in ceppi di E. coli isolati da forme di enterite sotto-scrofa in allevamenti nei quali la diarrea da Isospora suis veniva tenuta sotto controllo con Toltrazuril (Baycox® 5% - Bayer). I risultati ottenuti hanno confermato che la patogenesi dell'infezione da E. coli e la sensibilità agli antibiotici di tale microrganismo sono in continua evoluzione e che la caratterizzazione molecolare dei ceppi isolati può fornire

  • PIANI DI VACCINAZIONE ALTERNATIVI CONTRO MYCOPLASMA HYOPNEUMONIAE NEI SUINI DESTINATI ALLA PRODUZIONE DI PROSCIUTTI DEI CIRCUITI DOP
  • Giorgio Leotti1, Arrigo Nigrelli2, Gianluca Prevedi3, Diego Zamperlin1 1Merial Italia, Milano, Italia 2Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna, Sezione di Mantova, Italia 3Libero Professionista, Volta Mantovana, Italia

    Riassunto: sono stati applicati dei piani di vaccinazione anti Mycoplasma hyopneumoniae alternativi a quelli comunemente utilizzati La prova di campo, i cui risultati sono qui illustrati, è stata effettuata in un allevamento da ingrasso che acquista suini da ristallo con età variabile tra i novanta e centodieci giorni di vita La prova è stata replicata su tre diversi lotti di animali ognuno costituito da 480 suini o più per un totale di animali coinvolti di poco inferiore a 1500. In ognuno dei tre lotti di animali esaminati sono stati creati a random due gruppi di animali vaccinati in modo diverso verso Mycoplasma hyopneumoniae ed un gruppo di animali controllo non vaccinati. La rilevazione e classificazione delle lesioni polmonari al macello secondo la "Griglia Madec" ed i parametri zooeconomici sono stati utilizzati per valutare l'efficacia degli schemi vaccinali impiegati Sono stati effettuati anche rilievi sierologicisia trasversali sia longitudinali,che hanno consentito di eseguire analisi relative oltre che a Mycoplasma hyopneumoniae anche ad altri comuni agenti eziologici di malattie respiratorie. I risultati ottenuti, pur nei limiti operativi di una prova di campo effettuata nel rispetto assoluto delle normali pratiche manageriali aziendali e delle immancabili variabili che questo comporta, sembrerebbero indicare l'utilità di piani vaccinali anti Mycoplasma hyopneumoniae alternativi, effettuati all'inizio della lunga fase di ingrasso dei suini destinati alla produzione di prosciutti italiani dei cosiddetti circuiti DOP.

  • STUDIO SULLA SIEROPOSITIVITA' PER IL VIRUS DELLA MALATTIA DI AUJESZKY IN ALLEVAMENTI SUINI DEL PINEROLESE : CORRELAZIONI CON FATTORI GESTIONALI E GEOGRAFICI
  • GIUSEPPE MARTANO* °, VINCENZO FEDELE*, ANDREA LAMBIASE*, FABRIZIO RADICATI DI PRIMEGLIO* *Servizio Veterinario ASL 10 , Pinerolo ° Scuola di Specializzazione in Patologia Suina di Moretta ,(CN)

    Riassunto. Lo scopo di questo lavoro è mettere in evidenza i probabili fattori di rischio che intervengono riguardo alla sieropositività per Malattia di Aujeszky. Sono state raccolte le coordinate geografiche UTM 32 relative agli allevamenti suini e la base di dati è stata importata in un sistema geografico informatico (GIS). Sono stati analizzati i risultati degli esami sierologici per PRV dal 1997 al 2004 in allevamenti suini situati nel territorio dell'ASL 10 di Pinerolo, elaborandone la correlazione della positività con i fattori gestionali e geografici delle aziende. L'indagine è stata condotta in 41 allevamenti suini di varia tipologia e dimensione (da 5 a 7900 capi ). Sono stati testati 2882 suini nel corso di 302 interventi in azienda. Il numero di allevamenti PRV+ si è decisamente ridotto dal 1997 ad oggi, pur identificando ancora aree con rischio più elevato.

  • VALUTAZIONE IMMUNOISTOCHIMICA DELL'ESPRESSIONE DELLA HEAT SHOCK PROTEIN 27 (HSP27) E DELL'AGGRECANO IN CARTILAGINI ARTICOLARI NORMALI ED OSTEOCONDROTICHE DI SUINO: RISULTATI PRELIMINARI
  • Marruchella G.*, Romanucci M.*, Bongiovanni L.*, Borghetti P.**, Della Salda L.* *Università degli Studi di Teramo, Facoltà di Medicina Veterinaria, Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate, Piazza A. Moro 45, 64100 - Teramo; **Università degli Studi di Parma, Facoltà di Medicina Veterinaria, Dipartimento di Salute Animale, Via del Taglio 8, 43100, Parma.

    Riassunto L' osteocondrosi (OC) consiste in una alterazione primaria, non infiammatoria, della cartilagine epifisaria e metafisaria di accrescimento caratterizzata dal rallentamento o dal blocco del processo di ossificazione endocondrale. L'eziologia e la patogenesi dell'OC sono tuttora oggetto di studio. Si riportano i risultati delle indagini immunoistochimiche volte a caratterizzare l'espressione della HSP27 e dell'aggrecano nelle cartilagini articolari, normali e patologiche, di suini regolarmente macellati. Tali risultati vengono analizzati criticamente, al fine di stabilire l'eventuale ruolo svolto dalla HSP27 e dall'aggrecano nella patogenesi dell'osteocondrosi del suino.

  • TECNICA DI RIDUZIONE CHIRURGICA DELL'ERNIA INGUINALE NEL SUINO
  • C. MAZZONI*; S. GRADELLINI., F. TONON¤ *Veterinario libero professionista .Veterinario specializzando in Patologia Suina ¤ Veterinario libero professionista

    Riassunto: grazie al protocollo anestesiologico sviluppato in passato dagli autori, è stato possibile intervenire chirurgicamente sia sulle ernie inguinali riducibili che su quelle irriducibili, per le quali esistono veramente poche soluzioni indicate in bibliografia. Viene descritta una procedura operativa in parte innovativa rispetto alle indicazioni bibliografiche (della durata media di circa 14 minuti in assenza di un aiuto), resa possibile dall'esperienza accumulata su oltre 250 soggetti operati nel corso del 2004.

  • VALUTAZIONE DELL'EFFICACIA DI UN VACCINO INATTIVATO MYCOPLASMA HYOPNEUMONIAE IN CONDIZIONI DI CAMPO
  • Stefania CARENO, Mauro CASALI(*), Cecilia CERVELLATI, Giulio GRANITO(**) , Francesco MELIOTA. FATRO - Ozzano Emilia (*) PROGEO - Reggio Emilia (**) Medico Veterinario

    Riassunto: Per la valutazione in condizioni di campo dell'efficacia di un vaccino inattivato Mycoplasma hyopneumoniae, un gruppo di suini, nati in un allevamento con elevata percentuale di scrofe sieropositive e destinati ad un'unità di ingrasso che presenta malattia clinicamente manifesta, sono stati sottoposti a duplice vaccinazione prima dello svezzamento, mentre un gruppo analogo è stato tenuto come controllo non vaccinato. Alla macellazione, sono stati confrontati i parametri zootecnici (peso vivo, incremento ponderale medio, indice di conversione) e il grado di lesioni polmonari riscontrate. Per tutti i parametri considerati sono state osservate differenze significative a favore del gruppo vaccinato.

  • UTILIZZO SPERIMENTALE DI UN SISTEMA PER IL DEPOSITO TEMPORANEO E LA RIDUZIONE DI VOLUME DELLE CARCASSE SUINE
  • Angelo MILLONE Servizio Veterinario Area C ASL 17/2 SALUZZO

    Riassunto: si riportano i dati sulla sperimentazione di un sistema alternativo per lo smaltimento delle carcasse suine e degli invogli fetali, sicuro, rapido, nel rispetto delle principali misure di biosicurezza, in grado di determinare, tra l'altro, un beneficio diretto sull'ambiente grazie ad una riduzione volumetrica dei rifiuti e ad un minore consumo di combustibile per la distruzione degli stessi e la movimentazione degli automezzi.

  • IMMUNOMODULATORI, MULTISEDE ED IMMUNITA' ASPECIFICA: LA RISPOSTA DEL SITO 2 (SVEZZAMENTO)
  • Moscati L., Sensi M., Maresca C., Costarelli S., Marchi S., Battistacci L., Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche- Perugia

    RIASSUNTO: Dal 2006 la UE metterà al bando l'uso degli antibiotici nei mangimi e quindi l'allevatore di suini si troverà a dover gestire lo stato sanitario del proprio allevamento privato di quegli strumenti che fino ad ora hanno rappresentato un elemento fondamentale del management aziendale. L'adozione di buone pratiche di allevamento e l'utilizzazione di integratori contenenti principi attivi in grado di rafforzare le capacità immunitarie dell'animale potrebbero risultare come la scelta più idonea. Scopo del lavoro è stato quello di verificare la possibilità di correlazione tra l'utilizzazione di tali integratori e gli indici produttivi ed immunologici in suinetti nella fase di svezzamento di un multisede (sito 2).

  • L'ALLEVAMENTO SUINO IN SARDEGNA E IL" PLEIN AIR" ARRIVA DAL RISPETTO PER L'AMBIENTE E LA TRADIZIONE. UNA PROPOSTA PER IL FUTURO.
  • Obinu Franca Maria*, Giuseppe Fruttero** *medico veterinario L.P. **medico veterinario dipendente Ersat

    Sommario La Sardegna è l'unica regione d'Italia dove il reddito derivante dall'allevamento supera quello prodotto dall'agricoltura .Il sovrapascolamento ha persino causato danni all'ecosistema locale:oggi questa regione viene compresa tra le zone a rischio desertificazione nel mediterraneo. Tuttavia, in quest'isola a forte vocazione zootecnica, la suinicoltura risulta al momento il comparto zootecnico meno "specializzato" e quello con minor possibilità di sviluppo data la presenza della PSA a livello endemico nelle zone più impervie del territorio, dove viene praticato il sistema brado. In questa sede viene proposto il modello "plein air"(già ampiamente sperimentato anche in Sardegna) per il controllo delle zone dove i Piani di Risanamento per PSA dovrebbero andare maggiormente ad incidere ma anche per l'ottenimento del prodotto che la tradizione locale da sempre richiede.

  • GESTIONE DELLA RIMONTA COME STRUMENTO DI CONTROLLO AZIENDALE DELLA MALATTIA DI AUJESZKY
  • Fabio Ostanello 1, Mauro Bianchi 2, Michele dottori 3, Paolo Cappuccio 1, giorgio leotti 2 1 Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Patologia Animale - Università di Bologna; 2 Merial Italia; 3 Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna, Sezione di Reggio Emilia

    Riassunto. Viene valutata sperimentalmente la possibilità, in un allevamento da riproduzione e ingrasso infetto da virus della Malattia di Aujeszky, di ottenere scrofette da rimonta sieronegative. Lo studio longitudinale ha utilizzato 3 gruppi distinti di scrofette, i primi due allevati in promiscuità con i soggetti all'ingrasso e il terzo allevato in condizioni di segregazione. I risultati evidenziano come la sieroprevalenza nei primi due gruppi aumenti progressivamente raggiungendo il 66,7% al momento dell'introduzione dei soggetti nel settore di riproduzione. I soggetti del terzo gruppo si mantengno invece sieronegativi. L'allevamento segregato della rimonta può costituire un valido strumento di profilassi contro la Malattia di Aujeszky.

  • ANALISI DELLE CAUSE D'INFERTILITA' IN UN ALLEVAMENTO SUINO
  • FURIO PERUZZI* - LUCIO TELI** *Libero Professionista, Bologna, **Libero Professionista, Bergamo

    Riassunto. Tra le numerose problematiche che si devono quotidianamente affrontare nella conduzione di un allevamento suino, non c'è dubbio che l'infertilità, nei suoi vari aspetti e nell'insieme delle conseguenze dirette e indirette che comporta, occupa un posto di primissimo piano. Durante il monitoraggio biennale da noi svolto, nell'ambito dell'iniziativa "Club di Moretta", presso un allevamento situato nella provincia di Cuneo abbiamo riscontrato il frequente ripetersi di questo tipo di problema, in particolare per quanto riguarda l'aspetto dei ritorni in calore; il presente lavoro offre quindi l'analisi e la discussione della nostra esperienza, che dimostra ancora una volta l'importanza del concetto di sindrome multifattoriale.

  • ANALISI DELLA VARIABILITà GENETICA DEL VIRUS DELLA SINDROME RIPRODUTTIVA E RESPIRATORIA DEL SUINO NEL NORD-ITALIA TRA IL 2002 E IL 2004: MODALITà DI DIFFUSIONE E RIPERCUSSIONI NELLA GESTIONE DEGLI ALLEVAMENTI
  • PATRIZIA PESENTE1, VALERIA REBONATO3, GIANPIETRO SANDRI2, DAVIDE GIOVANARDI1, LUIGI SPERATI RUFFONI1, SANDRA TORRIANI3 1 Laboratorio Tre Valli, Corte Pellegrina, 3 San Martino Buon Albergo; Verona Italy 2 Montorsi Francesco & figli SPA, Magreta di Formigine; Modena Italy; 3Dipartimento Scientifico e Tecnologico dell'Università degli Studi di Verona

    Riassunto: Lo scopo di questo studio è stato indagare la dinamica della variabilità genetica dei virus della Sindrome Riproduttiva e Respiratoria del suino (PRRSV) presente negli allevamenti suinicoli del Nord Italia. A questo fine si è proceduto con il sequenziamento, la successiva analisi filogenetica dell'open reading frame 5 (ORF5), ritenuta estremamente variabile, e dell'ORF7, maggiormente conservato, e la predizione dei domini delle sequenze proteiche putative della GP5. Le sequenze ottenute sono state confrontate con quelle di virus provenienti da altri Paesi europei e disponibili in banca dati. I risultati ottenuti dall'analisi filogenetica sono stati confrontati con le connessioni epidemiologiche esistenti tra i vari allevamenti e hanno permesso di valutare i risultati positivi o negativi dei programmi di acclimatamento.

  • ALLEVAMENTO OUT-DOOR: L'ESPERIENZA DI UN GRUPPO INGLESE DI 15,000 SCROFE.
  • Stefano Pistoni* *Hermitage Italia

    Riassunto: L'Autore descrive la visita ad un Gruppo Inglese che conta 15,000 scrofe allevate all'aperto.In particolare sono illustrare le tecnologie adottate da 2 unità di 1000 scrofe.Ogni settore dell'allevamento è stato esaminato e sono state riportati i risultati riproduttivi raggiunti..Alla fine dell'intervento sono esaminati i punti di forza e di debolezza del sistema.

  • COLORAZIONI VITALI PER SPERMATOZOI DI VERRO: CONFRONTO TRA METODICHE PER DETERMINAZIONI IN CAMPO E DIFFERENZE TRA OPERATORI
  • RICCARDI A.1, SCOCCA S.1, MUNARI E.1, ARENA S.2, FAUSTINI M.1, MAFFEO G.1, TORRE M.L.3, CONTE U.3, RUSSO V.1, VILLANI S.4, VIGO D.1 1- Dipartimento di Scienze e Tecnologie Veterinarie per la Sicurezza Alimentare, Università degli Studi di Milano; 2D.A.I. Semen, Rezzato (BS), Italy; 3- Dipartimento di Chimica Farmaceutica, Università degli Studi di Pavia; 4- Dipartimento di Scienze Sanitarie Applicate e Psicocomportamentali, Università degli Studi di Pavia

    Riassunto. La determinazione della vitalità degli spermatozoi nella specie suina è un parametro fondamentale per la caratterizzazione qualitativa dell'eiaculato. In un laboratorio annesso ad un allevamento è necessario impiegare colorazioni vitali semplici ed economiche. In questo lavoro sono stati comparati due metodi per la vitalità (trypan blue ed eosina-nigrosina) ed i risultati ottenuti da tre operatori. Nell'ambito di ogni operatore, i metodi hanno mostrato una buona concordanza, soprattutto quando la vitalità stimata supera il 70%, mentre tra operatori i metodi non hanno evidenziato differenze apprezzabili. Il metodo migliore si è rivelato l'eosina-nigrosina, in quanto il trypan blue ha dato difficoltà di lettura dei campioni Pertanto, impiegando osservatori addestrati, le colorazioni con eosina-nigrosina possono essere impiegate per una prima valutazione del seme di verro anche a carattere routinario.

  • "VERIFICA CONDIZIONI DI BIOSICUREZZA IN ALLEVAMENTI SUINICOLI "
  • B. Sona *, M. Terreni **. **Veterinario Libero Professionista, Vigevano (PV). *Veterinario Dirigente ASL 17/1 , Savigliano (CN).

    Riassunto: Il carico di suini presente sul territorio della Provincia di Cuneo è di per sé un fattore di alto rischio sotto l'aspetto sia epidemiologico che ambientale. A seguito di quanto riscontrato durante la gestione del focolaio di Malattia Vescicolare dei Suini del 2002 e delle relative zone di "protezione" e "sorveglianza", si è ritenuta utile una analisi, eseguita mediante campionamento, delle misure di biosicurezza attualmente applicate, valutando di volta in volta i correttivi possibili. Sono state controllate complessivamente 45 aziende situate nel territorio dell'A.S.L. 17 di cui 30 localizzate nei distretti di competenza del Servizio Veterinario 17/1 (Savigliano - Fossano) e 15 in quelli del Servizio Veterinario 17/2 (Saluzzo). Gli autori presentano i riusati di questa indagine.

  • Reattività della scrofa e immunità aspecifica: INDAGINI PRELIMINARI
  • *TAROCCO C.,** SENSI M.,** MOSCATI L., ** TIMI M., ** BATTISTACCI L., * Medico Veterinario **Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche;

    Riassunto: E' stato notato che gli animali paurosi vivono in uno stato di stress cronico e proprio per questo sono più suscettibili a problemi sanitari. In questo lavoro si vuole evidenziare la possibilità di correlazione fra lo stato di reattività di scrofe gravide e l'eventuale alterazione di parametri di immunità aspecifica (battericidia, complemento e lisozima ).

  • INSEMINAZIONE POST CERVICALE SINGOLA NELLA SCROFA CON RIDOTTO NUMERO DI SPERMATOZOI: RISULTATI DI UNA PROVA DI CAMPO
  • Francesco Tonon1,Giuseppe Stradaioli2 1Libero Professionista, S. Vendemiano (TV); 2Università di Udine, Dipartimento di Scienze Animali, via delle Scienze 208, Udine

    Riassunto L'obiettivo della presente ricerca è stato quello di verificare le performance riproduttive e le variabili che possono influire sull'applicazione in campo dell'inseminazione post-cervicale singola nelle scrofe. A tale scopo sono state impiegate 433 scrofe suddivise in due gruppi sperimentali in base al tipo di inseminazione (tradizionale con 2.5 x 109 spermatozoi e post-cervicale con 1.25 x 109 spermatozoi), di cui sono stati registrati il tasso di gravidanza e i parametri della nidiata. Il tasso di gravidanza è risultato significativamente inferiore (P<0.001) nella tecnica post-cervicale rispetto alla tradizionale, mentre per gli altri parametri non ha evidenziato differenze. Questi risultati pur se incoraggianti consigliano un approfondimento delle ricerche allo scopo di migliorare il tasso di gravidanza.

  • RIFLESSI ECONOMICI DEI DIFETTI DELLE COSCE SUINE AI FINI DELLA TRASFORMAZIONE
  • VALENZA F.,GUARDA F.;SAPINO G. Veterinario Libero Prof., Dipartimento di Patologia animale,Università di Torino, ASL 17/2 Saluzzo (CN) Regione Piemonte

    Riassunto: Questo studio si propone di quantificare le conseguenze economiche dovute ai difetti riscontrati all'atto della macellazione dei suini e della conservazione delle cosce, destinate alla produzione del prosciutto crudo ,basandosi sui dati pubblicati dagli Enti di controllo. Il danno economico risulta essere, se suddiviso sulla totalità degli allevamenti ,trascurabile, ma su alcuni allevamenti ad elevata difettosità può raggiungere entità notevole.

  • CONFRONTO TRA I VALORI DI "SCORE" POLMONARE PER POLMONITE ENZOOTICA IN SUINI VACCINATI CONTRO MYCOPLASMA HYOPNEUMONIAE SECONDO DUE DIFFERENTI PIANI VACCINALI.
  • Vezzali Luigi1, Sogni Alessandro1, Mistretta Salvatore1, Minelli Giuseppe2, Bonilauri Paolo3, Dottori Michele3. Dipendenti azienda mangimistica Field technical manager Pfizer Italia. Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lombardia ed Emilia Romagna Sezione di Reggio Emilia

    RIASSUNTO Gli autori riferiscono di una esperienza di campo, relativamente al confronto di 3 partite di suini, provenienti dal medesimo allevamento, vaccinati secondo due schemi differenti per Mycoplasma hyopneumoniae. Vengono elaborati i risultati dello "scoring" polmonare al macello per Polmonite enzootica, dai quali, alla luce dei dati anamnestici e patologici registrati in allevamento, è risultata, nel caso specifico, una maggiore efficacia della vaccinazione con il vaccino monodose.

  • EPIDEMIOLOGIA DELL'INFEZIONE DA MYCOPLASMA HYOPNEUMONIAE IN ALLEVAMENTI INTENSIVI DELLA PIANURA PADANA
  • Vezzoli F.*, Boldetti C.**, Costa A.**, Gualdi V.*, Luini M.*, Nigrelli A.D.*** *Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna "B. Ubertini"-Sezione di Lodi. ** Parco Tecnologico Padano - Centro Ricerche Studi Agroalimentari- Lodi *** Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna "B. Ubertini"-Sezione diMantova.

    Riassunto: Lo studio è stato condotto in 10 allevamenti di suini ubicati nella Pianura Padana di cui 5 applicano uno schema vaccinale. Lo scopo dello studio è di determinare il momento di infezione e modalità di diffusione nelle diverse aziende. Negli allevamenti sotto controllo è stato effettuato un monitoraggio sanitario attraverso la registrazione degli eventi clinici e mediante un profilo sierologico eseguito in occasione del primo ingresso in allevamento. 10 suini per categoria di età (scrofe e suini a 3,10,15, 22 settimane di età) sono stati sottoposti a prelievo ematico e tampone nasale. Per i soggetti deceduti frammenti di tessuto patologico polmonare, in presenza di lesioni caratteristiche, sono stati sottoposti a diagnosi mediante PCR. M. hyopneumoniae non è stato isolato nelle aziende che applicano uno schema vaccinale; il momento critico dell'infezione nelle aziende che non vaccinano è prevalentemente tardivo. I risultati ottenuti dimostrano che l'elaborazione degli esiti ottenuti dalla sierologia e dagli isolamenti dai tamponi nasali sono indispensabili per la comprensione della modalità di diffusione e l'elaborazione di un programma vaccinale adeguato per l'azienda.

  • "INFEZIONE DA BRUCELLA SUIS: MONITORAGGIO DELLE POPOLAZIONI DI CINGHIALE PRESENTI NELLE ATC CN4 E CN5"
  • Zoppi S.1, Borsano S.2, Dondo A.1, Guarda F.3 1Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta (Torino) 2Veterinario Libero Professionista convenzionato A.S.L. 18 Piemonte 1Facoltà di Medicina Veterinaria (Università degli Studi di Torino)

    Riassunto Sulla base del programma di monitoraggio sanitario della fauna selvatica, sono stati raccolti i dati inerenti al campionamento di sangue e organi avvenuto sul territorio delle ATCCN4 e ATCCN5 durante le stagioni venatorie 2002-2003 e 2003-2004. La positività riscontrata ad almeno un test sierologico ha rilevato una prevalenza dell'infezione pari al 21,0% (IC 95%: 2,18 - 39,82) nell'ATCCN4 e pari al 16,6% (IC 95%: 7,62 - 25,58) nell'ATCCN5. è stata isolata Brucella suis biotipo 1 su 4 animali abbattuti nella ATCCN5 (27,3% IC 95%: 8,68 - 45,92) e Brucella suis biotipo 2 su un animale proveniente dalla ATC CN4 (31,3% IC 95%: 8,58 - 54,02).

  • ANALISI D'IMMAGINE COMPUTERIZZATA DI SEZIONI DI PROSCIUTTO COTTO: RIPRODUCIBILITà E RIPETIBILITà DELLE MISURE DI AREE
  • M. Noventa, L. Gallo, E. Sturaro, O. Bonetti, P. Carnier Dipartimento di Scienze Zootecniche, Università di Padova, Agripolis

    RIASSUNTO - Sono state acquisite le immagini digitali di 105 sezioni di prosciutti cotti utilizzando procedure standard appositamente messe a punto. Tali immagini sono state analizzate utilizzando un software in grado di misurare le aree totali occupate dal grasso di marezzatura dei muscoli bicipite femorale e semitendinoso. Le misurazioni delle aree sono state effettuate da due operatori, ciascuno dei quali ha ripetuto le misurazioni due volte. I dati di analisi di immagine sono stati analizzati allo scopo di valutare la ripetibilità e la riproducibilità delle misure delle aree. La ripetibilità delle aree occupate dal grasso intramuscolare è risultata molto alta (93%), mentre la riproducibilità per tali aree è risultata contenuta e nell'ordine del 46%. Si rileva quindi l'opportunità di procedere con una sola misurazione per operatore, ma anche la necessità di meglio standardizzare le procedure di analisi di immagine delle aree grasse e comunque di utilizzare più di un operatore nella fase di analisi delle immagini digitali.

  • INFLUENZA DELLA LUNGHEZZA DELLA LATTAZIONE SULLE PERFORMANCE RIPRODUTTIVE DELLA SCROFA. INDAGINE DI CAMPO.
  • TONON F.1, ROMAGNOLI S. 2, STELLETTA C. 2, GHERPELLI M.4, MAZZONI C.5 1 Medico Veterinario libero professionista, S. Vendemiano TV 2 Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie. Facoltà di Medicina Veterinaria. Università degli Studi di Padova 4,5 Medico Veterinario libero professionista, Reggio Emilia

    Riassunto. E' stata condotta un'indagine sull'influenza della lunghezza della lattazione (LL) sulle performances riproduttive della scrofa nella lattazione successiva, allo scopo di verificare l'impatto produttivo (suini per scrofa per anno) delle normative comunitarie in materia di benessere animale che impongono una lattazione minima di 28 giorni. Sono stati analizzati i dati relativi a circa 30.000 figliate di 12 allevamenti del Nord-Italia (Friuli, Veneto, Emilia) nel triennio 2002-2004 in funzione della lattazione precedente. I dati, raggruppati in 6 classi di lattazione (13-15, 16-19, 20-22, 23-26, 27-29, 30-35) sono stati analizzati tramite ANOVA ed hanno evidenziato l'effetto positivo di un allungamento della LL da 3 a 4 settimane sulle performances riproduttive nel ciclo successivo. In particolare, una LL di 28 giorni consente di ottenere, rispetto ad una LL di 21 giorni, un incremento di 0,55 nati totali nella figliata successiva (12,60 v/s 12,05) ed un intervallo svezzamento-concepimento inferiore (9,23 v/s 9,99). Questi dati, rapportati alla differenza di interparto di 6 giorni tra le due lattazioni (151,42 v/s 145,46) ed al numero di cicli produttivi per scrofa per anno, indicano che non esiste differenza nel numero di suinetti prodotti per scrofa per anno tra le due LL considerate.

  • INDAGINE SIEROLOGICA SULLA DIFFUSIONE DELL'INFEZIONE DA CORONAVIRUS SUINO (HEV)
  • Sozzi E.*, Luppi A.**, Tranquillo M. **, Cordioli P.** *Università degli Studi di Parma, Facoltà di Medicina Veterinaria, Scuola di Specializzazione in Patologia Suina. **Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna, Reparto di Virologia e Sierologia Specializzata. Via A. Bianchi, 9, 25124 Brescia

    Riassunto. Nel corso dell'anno 2004 sono stati esaminati 1601 sieri suini provenienti da 113 aziende della Lombardia e dell'Emilia Romagna per la ricerca di anticorpi nei confronti del coronavirus dell'encefalomielite emoagglutinante (HEV). L'indagine sierologica è stata condotta utilizzando la metodica di immunoperossidasi con sieri di controllo positivo e negativo ottenuti tramite infezione sperimentale di suini SPF inoculati con virus di riferimento. Questa prima indagine conferma, come descritto in altri Paesi, che l'infezione da HEV è endemica negli allevamenti suinicoli italiani in ogni categoria produttiva.

  • VINCITORE PREMIO PIERFILIPPO GUADAGNINI 2005 CARATTERIZZAZIONE MOLECOLARE DI CEPPI DI MYCOBACTERIUM AVIUM ISOLATI DA SUINO
  • PETRONIO MARIALUISA , CAMMI GIULIANA , BELLETTI GIANLUCA. Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna Sezione di Piacenza

    Riassunto E' stato condotto uno studio su 156 campioni di tessuti, con lesioni sospette di micobatteriosi, prelevati da suini allevati nel Nord Italia nel periodo 1995-2004 per valutare quali varianti alleliche di M.avium fossero presenti in tale realtà suinicola. Sono stati isolati 51 ceppi che in seguito all'amplificazione mediante PCR di un segmento del gene 16SrDNA, sono risultati appartenere alla specie M.avium. Di questi ceppi, dopo applicazione della metodica PRA su di un frammento di 441bp del gene che codifica per la hsp65 utilizzando gli enzimi di restrizione HaeIII e BstEII, 48 ceppi (94,1%) sono risultati appartenere alla variante I e 3 ceppi (5,9%) alla variante II.