- PATOLOGIA CARDIACA E AGENTI PATOGENI IN FETI
SUINI ABORTITI
ALBORALI L.1 , ZANONI M.1, CORDIOLI P.1, BARIGAZZI G 2 , GUARDA
F. 3 1 Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e
dell'Emilia Romagna, Brescia; 2 Istituto Zooprofilattico Sperimentale
della Lombardia e dell'Emilia Romagna, Parma; 3 Università degli
studi di Torino Dipartimento di Patologia Animale
RIASSUNTO. Nel corso di episodi di patologie riproduttive verificatesi
nel 2003, 2004 e 2005 e caratterizzate da aborti , nascita di
suinetti morti e disvitali sono stati selezionati ed esaminati
609 feti provenienti da 132 allevamenti suini. Sono state effettuate
indagini microbiologiche e sierologiche e sono stati prelevati
campioni di cuore da sottoporre ad esame istopatologico. In 103
feti sono stati osservate lesioni cardiache pari al 16,9 % dei
soggetti esaminati. I principali patogeni evidenziati sono PCV
2, PRRSV, Streptococcus sp, and E.coli. E' stata osservata una
correlazione tra lesioni cardiache e presenza di agenti patogeni
soprattutto nei soggetti affetti da miocardite, endocardite ed
epicardite. Alcuni soggetti con lesioni istologiche evidenti sono
risultati negativi alle ricerche microbiologiche e feti senza
lesioni hanno permesso di evidenziare patogeni
- PATOLOGIA CARDIACA E MORTALITA'IMPROVVISA DELLA
SCROFA
GUARDA F. 1, ALBORALI L. 2, SALOGNI C. 2,GIOVANNINI S. 2, TERRENI
M. 3, 1 Università di Torino, Dipartimento di patologia animale;
2, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia
Romagna, Brescia; 3 Professore a contratto Scuola di Specializzazione
Patologia Suina Torino
RIASSUNTO. Studi delle differenti cause di mortalità nella scrofa
sono stati condotti in Inghilterra ed in altri Paesi. La patologia
cardiaca rappresenta una delle principali causa di mortalità nelle
scrofe tanto da essere osservata nel 31 % delle mortalità. Sono
presentati i risultati delle indagini anatomo- patologiche, istopatologiche
e di laboratorio eseguiti in episodi di mortalità di scrofe seguiti
nel periodo 2003,2004 e 2005. La mortalità era distribuita in
tutte le fasi riproduttive anche se il maggior numero dei casi
si sono verificati in sala parto. Nel corso dello studio sono
stati esaminati 76 cuori di scrofa e sono state evidenziate 80
lesioni cardiache
- INFEZIONI RESPIRATORIE NEI SUINI ALL'INGRASSO:
INDAGINE SIEROLOGICA IN UN GRUPPO DI AZIENDE LOCALIZZATE NEL FOSSANESE
LAURENTI M. *, BAUDINO R. *, MILITERNI F., ** BOSIO E.**., CARLONI
D.**, COLOMBA M.**, FACCENDA M.**, KOBAL F. **, LIBERO M. **.,
MADONNA R. **., MONTESANO M.**, OBERTINO V.**, PINTA G. **. POGGIO
D.** * Biologi, laboratorio APA di Cuneo ** Veterinari libero
professionisti
RIASSUNTO. Il laboratorio APA di Cuneo, in collaborazione ad
un gruppo di veterinari libero-professionisti che operano da anni
nel settore, ha organizzato e svolto uno studio sierologico per
monitorare la situazione sanitaria in un gruppo di allevamenti
geograficamente distribuiti su un territorio ad alta densità di
suini qual'è la zona di Fossano. Lo studio ha preso in considerazione
i principali patogeni respiratori sia virali che batterici che
nel loro insieme interagiscono determinando la patologia nota
come PRDC (Complesso delle patologie respiratorie del suino).
- VERIFICA IN VITRO DEGLI EFFETTI DI ZEARALENONE
DI A-ZEARALENOLO SUGLI SPERMATOZOI DI VERRO
E. BENZONI1, F. MINERVINI2, A. GIANNOCCARO2, F. FORNELLI2, M.
FAUSTINI1, A. RICCARDI1, M.L. TORRE3, S. VILLANI4, G. MAFFEO1,
E. MUNARI1, D. VIGO1 1- Dipartimento di Scienze e Tecnologie Veterinarie
per la Sicurezza Alimentare, Università di Milano; 2- Istituto
di Scienze delle Produzioni Alimentari (ISPA), CNR, Bari; 3- Dipartimento
di Chimica Farmaceutica, Università di Pavia; 4- Dipartimento
di Scienze Sanitarie e Psicocomportamentali, Università di Pavia
RIASSUNTO Sono stati valutati gli effetti in vitro della micotossina
zearalenone e di un suo metabolita, l' -zearalenolo su spermatozoi
di verro dopo 24 ore di esposizione a differenti concentrazioni.
I risultati mostrano che entrambe le molecole abbassano, in modo
dose-dipendente, la percentuale di spermatozoi vivi, mentre l'
-zearalenolo sembra influenzare negativamente la velocità, deprimendo
quella rettilinea e aumentando la velocità circolare. Lo zearalenone
si è dimostrato essere anche un induttore di apoptosi a carico
degli spermatozoi, caratteristica non riscontrata con il trattamento
con -zearalenolo. Questi risultati preliminari mostrano che lo
zearalenone o il suo metabolita -zearalenolo possono indurre alterazioni
evidenti in alcuni parametri qualitativi dello sperma di verro,
ponendo in evidenza l'importanza di questi endocrine disruptors
anche sulla sfera riproduttiva maschile.
- SIEROPREVALENZA DELL'INFLUENZA SUINA IN LOMBARDIA
1 Sozzi E., 1 Nassuato C., 1 Luppi A., 1 Lelli D., 1 Moreno A.,
1 Cordioli P. 1Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia
e dell'Emilia Romagna
RIASSUNTO. E' stato eseguito uno studio sierologico in 216 allevamenti
suini della Lombardia per definire la situazione epidemiologica
nei confronti dell'influenza suina. 3427 sieri sono stati esaminati
in ELISA per l'identificazione di anticorpi verso antigeni specifici
del gruppo. L'indagine sierologica evidenzia una sieroprevalenza
del 98,2% e conferma che il virus dell'influenza suina è largamente
diffuso negli allevamenti della Lombardia.
- STUDIO SULLA TRASMISSIONE DEI VIRUS INFLUENZALI
AVIARI AL SUINO
1 Sozzi E., 1 Moreno A., 1 Luppi A., 1 Lelli D., 2 Cattoli G.,
1 Lombardi G., 1 Cordioli P. 1 Istituto Zooprofilattico Sperimentale
della Lombardia e dell'Emilia Romagna - Brescia, 2 Istituto Zooprofilattico
Sperimentale delle Venezie - Legnaro (PD)
RIASSUNTO. E' stata condotta una serie d'indagini per valutare
la possibilità di trasmissione dei virus influenzali aviari, isolati
in epidemie verificatesi in allevamenti avicoli nel nord Italia,
a suini SPF. Questi ultimi sono stati sperimentalmente infettati
per via intra-tracheale con H7N1 HPAI, H7N3 LPAI
- TECNICA DI RIDUZIONE CHIRURGICA DEL CRIPTORCHIDISMO
NEL SUINO
C. MAZZONI*; S. GRADELLINI, F. TONON *Veterinario libero professionista
RIASSUNTO. Il criptorchidismo nel suino è abbastanza frequente
e può essere bilaterale, ma più frequentemente monolaterale. Si
tratta di un'anomalia ereditaria che vede nell'individuazione
e nell'eliminazione dei riproduttori. La sua principale via di
risoluzione. Riveste un'importanza principalmente economica, visto
che le carni di questi soggetti acquisiscono un odore sgradevole
che ne limita notevolmente il valore commerciale. L'unico trattamento
consigliato è quello chirurgico. Come alternativa alla metodologia
chirurgica classica viene di seguito descritta una piccola procedura
chirurgica, applicabile anche su soggetti molto giovani, che può
essere di grande aiuto per ridurre le perdite economiche in sede
di macellazione.
- VALUTAZIONE DELLE CARATTERISTICHE IMMUNOLOGICHE
ED EFFICACIA PROTETTIVA DI DUE TIPI DI PLASMIDI CODIFICANTI LE
GLICOPROTEINE GP4 (ORF 4) E GP5 (ORF 5) DEL VIRUS PRRS
FERRARI M. 1, PETRINI S. 2, RAMADORI G.3, GREGORI A. 1, CORRADI
A. 4, VILLA R. 1, LOMBARDI G. 1, BORGHETTI P. 4, BOTTARELLI E.4
, BONATI L. 4, AMICI A.3 1 ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE
DELLA LOMABRDIA E DELL'EMILIA ROMAGNA, BRESCIA; 2 UNIVERSITÀ DEGLI
STUDI DI MILANO; 3 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAMERINO; 4 UNIVERSITÀ
DEGLI STUDI DI PARMA
RIASSUNTO. Il controllo dell'infezione della PRRS può essere
attuato mediante il ricorso a vaccini attenuati ed inattivati
commercialmente disponibili, ma risultati in grado di conferire
una protezione incompleta nei confronti del virus virulento. Obiettivo
dell'indagine svolta è stata la valutazione della possibile applicazione,
quale strategia alterativa, della vaccinazione con DNA plasmidico
(vaccinazione genetica). A tal fine, la fase attuale ha riguardato
la valutazione di due differenti plasmidi derivati dal vettore
PVAX1 e codificanti ORF4 e ORF5 del virus della PRRS. Gruppi di
suini inoculati con i plasmidi e corrispondenti soggetti di controllo,
sono successivamente stati infettati sperimentalmente con un ceppo
di campo. I risultati hanno evidenziato come i plasmidi selezionati
non siano stati in grado di proteggere dalla malattia ed abbiamo
stimolato soltanto una risposta immunologia di tipo cellulomediata.
- ISOLAMENTO DI YERSINIA DA TONSILLE SUINE
LAURA FRANZIN 1, NICOLETTA BONFRATE 1, DANIELA CABODI 1, MONICA
GIBERTI 2, FRANCO GUARDA 2. 1 LABORATORIO RICERCA SPECIALE MICROBIOLOGICA.
OSPEDALE AMEDEO DI SAVOIA. TORINO; 2 DIPARTIMENTO DI PATOLOGIA
ANIMALE. FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA. UNIVERSITÀ DI TORI
RIASSUNTO. Sono stati esaminati 52 campioni di tonsille suine,
provenienti da 5 allevamenti piemontesi per la ricerca di yersinia.
Sono stati utilizzati il metodo della semina diretta e dell'arricchimento
a freddo, il trattamento con alcali, i terreni macconkey agar
e cefsulodin irgasan novobiocin agar (cin). Sono risultati positivi
32 (61.5%) campioni di tonsille e tutti gli allevamenti. Ceppi
yersinia enterocolitica sierogruppo 0:3 sono stati riscontrati
in tutti gli allevamenti, mentre in uno sono stati anche isolati
ceppi di sierogruppo o:1,2 e o:5. I risultati migliori sono stati
ottenuti dalla combinazione dell'arricchimento a freddo, del trattamento
con alcali e del terreno cin. L'elevata percentuale di isolamento
di yersinia riscontrata in questo studio conferma il ruolo del
suino come "reservoir" dei ceppi patogeni umani.
- MODELLIZZAZIONE MATEMATICA DELLA MALATTIA DI
AUJESZKY IN UN'AREA AD ALTISSIMA DENSITÀ DI ALLEVAMENTI SUINI
DELLA PROVINCIA DI CUNEO
DAVIDE ABBONA (1), MICHELE DRIGO (2), MARCO MARTINI (2), BRUNO
SONA (3), EZIO VENTURINO (1). (1) DIPARTIMENTO DI MATEMATICA,
UNIVERSITÀ DI TORINO (2) DIPARTIMENTO DI SANITÀ PUBBLICA, PATOLOGIA
COMPARATA E IGIENE VETERINARIA, UNIVERSITÀ DI PADOVA. (3) SERVIZI
VETERINARI ASL 17/1 SAVIGLIANO, REGIONE PIEMONTE.
RIASSUNTO. I dati relativi ai prelievi di sangue effettuati,
dal 1997 al 2004 per l'esame sierologico per a.d., negli allevamenti
da riproduzione sono stati raccolti nell'ambito del piano di controllo
nazionale previsto dal d.m. 1 aprile 1997. Si è inoltre presa
in considerazione la mortalità, distinta per allevamenti positivi
e negativi alla malattia di aujezsky, nonché la natalità media
degli stessi. Poichè la densità di suini nei comuni di villafalletto
e vottignasco supera le 3.200 unità per kmq, si è considerata
l'intera popolazione come appartenente ad un'unica entità epidemiologica
complessiva. Su queste basi si è formulato un modello matematico
e si sono effettuate simulazioni sull'andamento dell'epidemia.
la valutazione delle misure di biosicurezza, in associazione alla
vaccinazione secondo i protocolli dettati dalla vigente normativa,
ci ha permesso di dimostrare che la sieroprevalenza può calare
fino a livelli compresi tra il 2% ed il 10%. Tali valori consentirebbero
il passaggio all'attuazione di un piano di eradicazione della
malattia a costi non proibitivi.
- VALUTAZIONE DELLO STATO DI BENESSERE NELL'ALLEVAMENTO
DEL CINGHIALE : RISULTATI PRELIMINARI
1 BATTISTACCI L., 1S ENSI M., COSTARELLI S., 1 PELA M., 1 ORSINI
S., 1 MOSCATI L., 1 ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELL'UMBRIA
E DELLE MARCHE - PERUGIA
RIASSUNTO. Nel presente lavoro sono stati presi in esame gruppi
di cinghiali allevati e catturati. In questi ultimi anni, infatti,
si è avuto un aumento del numero degli allevamenti di cinghiale
soprattutto in regioni come l'umbria e la toscana. Per motivazioni
non più prettamente venatorie ma di tipo commerciale e turistico.
sono stati confrontati, attraverso la valutazione di parametri
di immunità aspecifica, le reazioni degli animali all'ambiente
di allevamento in fasi stagionali diverse. I risultati evidenziano
significative differenze legate soprattutto alla stagione e non
all' ambiente.
- USO DEL SEQUENZIAMENTO DEL ORF7 DEL VIRUS DELLA
PRRS, UN ESEMPIO PRATICO
BONILAURI PAOLO 1, MAZZONI CLAUDIO 2, MERIALDI GIUSEPPE 1, FALLACARA
FRANCESCA 3, BARBIERI ILARIA 3, DOTTORI MICHELE 1. 1ISTITUTO ZOOPROFILATTICO
SPERIMENTALE LOMBARDIA ED EMILIA ROMAGNA SEZIONE DI REGGIO EMILIA;
2 VETERINARIO LIBERO PROFESSIONISTA; 3 ISTITUTO ZOOPROFILATTICO
SPERIMENTALE LOMBARDIA ED EMILIA ROMAGNA SEDE DI BRESCIA
RIASSUNTO. Scopo di questo lavoro è riportare un esempio pratico
dell'utilizzo del sequenziamento della regione ORF7 del virus
della PRRS in un allevamento di 400 scrofe a ciclo semichiuso.
A partire dal 15 marzo 2005 e per un arco di 10 giorni, abbiamo
registrato una serie di 17 aborti a fine gestazione. tra il mese
di luglio 2004 e il mese di agosto 2005 sono state ottenute 8
sequenze del ORF7 del PRRSV. Sono inoltre presentati dati sulle
performance riproduttive osservate nel periodo successivo alla
crisi riproduttiva di marzo 2005, confrontandoli con quelli del
medesimo periodo dell'anno precedente. Le sequenze raccolte nel
corso della crisi riproduttiva di marzo 2005 hanno permesso di
evidenziare l'ingresso in allevamento di un virus differente da
quello circolante l'anno precedente. Applicazioni pratiche del
sequenziamento nella gestione manageriale dell'allevamento sono
discusse nel testo.
- PATOLOGIE INFIAMMATORIE DELLO STOMACO NEL SUINO
NERO DEI NEBRODI
DI MARCO VINCENZO, RUSSO MIRIAM, FIASCONARO MICHELE, TOMASELLI
A.**, CATALANO DEBORAH@, GUARDA FRANCO*, CAPUCCHIO MARIA TERESA@.
ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA SICILIA "A. MIRRI",
AREA BARCELLONA P.G. (ME). *CENTRO DI REFERENZA DI PATOLOGIA COMPARATA
BRUNO MARIA ZAINI, DIPARTIMENTO DI PATOLOGIA ANIMALE, TORINO **AZIENDA
SANITARIA LOCALE N°5 - MESSINA @ DIPARTIMENTO DI PATOLOGIA ANIMALE,
TORINO
RIASSUNTO Gli autori descrivono le lesioni gastriche riscontrate
nel corso del 2005 su n°367 carcasse di suino nero dei nebrodi
selvatici ed allevati allo stato brado ed en-plain-air, di età
compresa tra gli otto mesi e i 3 anni, sottoposti a visita ispettiva
al macello o a seguito di macellazione familiare. Nel corso dell'indagine
sono state rilevate lesioni parassitarie nel 38,15% degli stomaci.
- STUDIO SIERO-EPIDEMIOLOGICO DELL'INFEZIONE DA
M. HYOPNEUMONIAE SULLA LINEA SCROFA SUINETTO
SALA V. (*), GUSMARA C. (°), INVERNIZZI F. (^), LEOTTI G. (§)
(*) UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO - DIPARTIMENTO DI PATOLOGIA
ANIMALE, IGIENE E SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA - SEZIONE DI MALATTIE
INFETTIVE (°) UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO - DOTTORE DI RICERCA
IN IGIENE VETERINARIA E PATOLOGIA ANIMALE (^) MEDICO VETERINARIO
LIBERO PROFESSIONISTA (§) MERIAL ITALIA
RIASSUNTO. La mancanza di dati sul ruolo epidemiologico delle
scrofe nella diffusione aziendale di m. hyopneumoniae e la maggiore
incidenza della polmonite enzootica negli allevamenti a ciclo
chiuso sono alla base di questa indagine sperimentale, condotta
in un allevamento che non utilizza la vaccinazione pianificata.
Quindici scrofe, di tre diversi livelli di parto e due terzi dei
lattonzoli per ogni scrofa sono stati sottoposti a diagnosi sierologica
mediante elisa competition a 10, 25 e 70 giorni di vita, per verificare
la presenza di anticorpi specifici. Dieci scrofe sono risultate
sieronegative pre-parto, e altre due hanno negativizzato post-parto;
i suinetti di queste scrofe sono risultati tutti negativi a dieci
giorni di vita, cioè al culmine dell'immunità di derivazione materna.
Due scrofe sono rimaste sieropositive anche post-parto, ma i loro
suinetti sono risultati in parte positivi a 10 giorni di vita,
ma completamente negativi a 25 giorni di vita e per tutto il periodo
di svezzamento. Gli esami eseguiti sui suini presenti nel magronaggio
aziendale hanno evidenziato l'infezione micoplasmica a partire
dai 150 giorni di vita con una sieroconversione del 70% alla fine
dell'ingrasso.
- TRASMISSIONE DI PRRSV PER VIA AEROGENA; UN EVENIENZA
NON SOLO TEORICA (DOCUMENTAZIONE DI UN CASO REALE)
G.PIETRO SANDRI (1); DAVIDE GIOVANARDI (2); PATRIZIA PESENTE
(2); LUIGI SPERATI-RUFFONI (2); DORIANO PIEMONTI (3). (1) AGRICOLA
TRE VALLI, QUINTO DI VALPANTENA (VR) (2) LABORATORIO TRE VALLI,
CORTE PELLEGRINA - S.MARTINO BUONALBERGO (VR) (3) VERONESI MANGIMI,
QUINTO DI VALPANTENA (VR)
RIASSUNTO. Nonostante i lavori sperimentali abbiano dimostrato
raramente e con difficoltà la possibilità di trasmissione di prrsv
per via aerogena sono sempre di più i colleghi in tutto il mondo
che segnalano episodi di questo tipo. Questo lavoro documenta
un episodio dove l'infezione da virus della PRRS si è trasmessa
da un allevamento di riproduttori a due ingrassi che si trovavano
nelle vicinanze. Lla sequenza temporale degli eventi, le rigide
misure di biosicurezza in atto nel sito e le evidenze prodotte
dagli esami di laboratorio (sieroconversione, PCR e sequenziamento
dei ceppi coinvolti) suggeriscono che l'infezione si sia diffusa
per via aerogena.
- PATOLOGIA CARDIACA E AGENTI PATOGENI IN FETI
SUINI ABORTITI
ALBORALI L.1 , ZANONI M.1, CORDIOLI P.1, BARIGAZZI G 2 , GUARDA
F. 3 1 Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e
dell'Emilia Romagna, Brescia; 2 Istituto Zooprofilattico Sperimentale
della Lombardia e dell'Emilia Romagna, Parma; 3 Università degli
studi di Torino Dipartimento di Patologia Animale
RIASSUNTO. Nel corso di episodi di patologie riproduttive verificatesi
nel 2003, 2004 e 2005 e caratterizzate da aborti , nascita di
suinetti morti e disvitali sono stati selezionati ed esaminati
609 feti provenienti da 132 allevamenti suini. Sono state effettuate
indagini microbiologiche e sierologiche e sono stati prelevati
campioni di cuore da sottoporre ad esame istopatologico. In 103
feti sono stati osservate lesioni cardiache pari al 16,9 % dei
soggetti esaminati. I principali patogeni evidenziati sono PCV
2, PRRSV, Streptococcus sp, and E.coli. E' stata osservata una
correlazione tra lesioni cardiache e presenza di agenti patogeni
soprattutto nei soggetti affetti da miocardite, endocardite ed
epicardite. Alcuni soggetti con lesioni istologiche evidenti sono
risultati negativi alle ricerche microbiologiche e feti senza
lesioni hanno permesso di evidenziare patogeni
- PATOLOGIA CARDIACA E MORTALITA'IMPROVVISA DELLA
SCROFA
GUARDA F. 1, ALBORALI L. 2, SALOGNI C. 2,GIOVANNINI S. 2, TERRENI
M. 3, 1 Università di Torino, Dipartimento di patologia animale;
2, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia
Romagna, Brescia; 3 Professore a contratto Scuola di Specializzazione
Patologia Suina Torino
RIASSUNTO. Studi delle differenti cause di mortalità nella scrofa
sono stati condotti in Inghilterra ed in altri Paesi. La patologia
cardiaca rappresenta una delle principali causa di mortalità nelle
scrofe tanto da essere osservata nel 31 % delle mortalità. Sono
presentati i risultati delle indagini anatomo- patologiche, istopatologiche
e di laboratorio eseguiti in episodi di mortalità di scrofe seguiti
nel periodo 2003,2004 e 2005. La mortalità era distribuita in
tutte le fasi riproduttive anche se il maggior numero dei casi
si sono verificati in sala parto. Nel corso dello studio sono
stati esaminati 76 cuori di scrofa e sono state evidenziate 80
lesioni cardiache
- IMMUNITÀ ASPECIFICA, SPESSORE DEL GRASSO DORSALE
E REATTIVITÀ DELLA SCROFA: FATTI E SPECULAZIONI
1 SENSI M., 1 MOSCATI L., 1 BTTISTACCI L., 1 PELA M., 1 MARIOTTI
C., 2 TAROCCO C. 1 ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELL'UMBRIA
E DELLE MARCHE - PERUGIA; 2 MEDICO VETERINARIO
RIASSUNTO. Iin questo lavoro è stato valutato il comportamento
di categorie diverse di scrofe individuate in base alle loro reazioni
nei confronti dell'uomo (paura, timore o fiducia). sono stati
valutati alcuni parametri di immunità aspecifica (lisozima, battericidia
e complemento) e rilevato lo spessore del grasso dorsale in p2
al momento del loro svezzamento. Si è provveduto ad effettuare
un'analisi statistica confrontando ogni singola categoria di animali
con le altre. I risultati, per quanto concerne il deposito adiposo,
hanno sollevato alcuni interrogativi di indubbio interesse e non
esistendo in bibliografia studi analoghi riteniamo utili ulteriori
approfondimenti
- CARATTERIZZAZIONE FENOTIPICA E FUNZIONALE DELL'IMMUNITÀ
CELLULO-MEDIATA IN SUINI VACCINATI PER VIA INTRADERMICA (I.D.A.L.®)
CONTRO LA MALATTIA DI AUJESZKY
(1) LUCA FERRARI, (1) PAOLO BORGHETTI, (2) STEFANO GOZIO, (1)
ELENA DE ANGELIS, (2)JOS SMEETS, (3) ANDRÉ BLANCHAERT, (1) PIERLUIGI
DODI, (1)PAOLO MARTELLI. (1) DIP. DI SALUTE ANIMALE, UNIVERSITÀ
DEGLI STUDI DI PARMA, PARMA; (2)INTERVET INTERNATIONAL, BOXMEER,
NETHERLANDS. (3) INTERVET ITALIA, MILANO.
RIASSUNTO. La risposta immunitaria contro il virus della malattia
di aujeszky (adv) è stata valutata in suini di un allevamento
convenzionale vaccinati per via intradermica mediante dispositivo
privo di ago i.d.a.l.® (intervet) in confronto alla risposta immunitaria
in suini vaccinati per via intramuscolare. due gruppi di suini,
10 animali ciascuno, sono stati vaccinati 2 volte, a 60 giorni
di età e dopo 4 settimane (88 giorni), contro adv per via intramuscolare
(gruppo im) e per via intradermica (gruppo id). I prelievi di
sangue in litio-eparina sono stati effettuati al momento della
prima vaccinazione (60 giorni) e successivamente a 2, 4, 5, 6
e 7 settimane post-vaccinazione. Per valutare l'efficienza della
risposta immunitaria cellulo-mediata indotta da tale vaccinazione
sono stati determinati i livelli di cellule secernenti IFN-? ADV-specifiche
mediante saggio elispot ed i cambiamenti nei livelli delle sottopopolazioni
di linfociti t periferici mediante citofluorimetria. Entrambe
le vaccinazioni, im e id, hanno stimolato una risposta sovrapponibile
da parte di cellule secernenti ifn-? adv-specifiche (dati non
mostrati), caratterizzata da un incremento dei livelli dopo la
prima somministrazione di vaccino ed il raggiungimento di valori
oltre due volte più elevati a seguito della seconda somministrazione.
L'analisi citofluorimetrica ha permesso la caratterizzazione fenotipica
e funzionale delle modificazioni nei livelli di linfociti t periferici.
negli animali vaccinati per via intradermica (id) si è evidenziato
un maggior e più precoce incremento dei livelli di cellule cd4+cd25+
(p<0.05) dopo la seconda somministrazione ed il mantenimento di
livelli più elevati di cellule cd8ß+ (p<0.05) in tutto il periodo
d'indagine rispetto agli animali vaccinati per via intramuscolare
(im). Tali osservazioni dimostrano che la vaccinazione per via
intradermica è in grado di stimolare una più efficiente e precoce
attivazione di linfociti t periferici CD4+ ed è in grado di sostenere
livelli più elevati di linfociti t citotossici (cd8ß+) in confronto
alla vaccinazione per via intramuscolare. Tali risultati sono
quindi a sostegno dell'efficacia della vaccinazione id mediante
dispositivo i.d.a.l.® nel promuovere lo sviluppo di un'immunità
specifica protettiva contro la malattia di aujeszky in corso di
vaccinazione.
- " EFFETTI DI DIETE CONTAMINATE DA OCRATOSSINA
A E SUPPLEMENTATE CON VITAMINE A ED E IN SCROFE GRAVIDE E NELLA
LORO PROLE
CABASSI E.*, MIDURI F. *, VALENTE L.?, PINOTTI L. ¦ *SEZIONE
DI PATOLOGIA GENERALE E ANATOMIA PATOLOGICA VETERINARIA, DIPARTIMENTO
DI SALUTE ANIMALE - UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PARMA ?CONSULENTE
SERVIZIO VETERINARIO DI ATENEO PER IL CONTROLLO DEL BENESSERE
ANIMALE ¦MEDICO VETERINARIO AUSL CREMONA
RIASSUNTO. Gli AA hanno condotto una serie di indagini intese
a valutare, oltre le variazioni morfofunzionali, il comportamento
delle principali sottopopolazioni linfocitarie T (CD4, CD8, CD3,
tcrgamma/delta), B (CD21) e monocitarie (CD14) in scrofe alimentate
giornalmente, durante il periodo di gestazione e di allattamento,
con una dieta contaminata da 500 ppb di ocratossina a (ota) e
supplementata con vitamine A ed E, e nei loro suinetti indirettamente
esposti, comparativamente a soggetti controllo. Le risultanze
conseguite non sembrano evidenziare azioni preventive o quantomeno
detossificanti ad opera delle vitamine utilizzate, poiché le determinazioni
rilevate hanno portato ad una pressoché sovrapponibilità quanti-qualitativa
di riscontri tra soggetti intossicati con o senza supplementazione
vitaminica, in rapporto ai soggetti controllo.
- RICERCA DI PCV2 IN LINFONODI SOTTOMASCELLARI
IN 170 SUINI REGOLARMENTE MACELLATI NEL NORD ITALIA
BARBARA BACCI, BARBARA BRUNETTI, SERENA PANARESE, LUCIANA MANDRIOLI,
GIUSEPPE SARLI, FABIO OSTANELLO, ANDREA CAPRIOLI, *CARLO CERATI,
PAOLO STEFANO MARCATO DIPARTIMENTO DI SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA
E PATOLOGIA ANIMALE FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA - ALMA MATER
STUDIORUM UNIVERSITÀ DI BOLOGNA * INVE ITALIA, MANTOVA
RIASSUNTO. Sono stati campionati random 170 linfonodi sottomascellari
di suini provenienti dal nord italia (28 allevamenti diversi)
macellati regolarmente allo scopo di valutare la presenza di pcv2
in soggetti in cui, stante la diffusione del virus, l'indagine
sierologica non fornisce indicazioni sullo stato di infezione
al momento della macellazione. Nella totalità dei casi era presente
solo iperplasia follicolare ed in 7 casi vi era anche una linfadenite
granulomatosa con focolai di necrosi istologicamente non compatibili
con lesioni croniche da post-weaning multisystemic wasting syndrome
(pmws). Inizialmente si è utilizzata l'immunoistochimica (ihc)
per determinare la presenza della proteina capsidica del circovirus
di tipo 2: sono stati riscontrati 57 linfonodi positivi su 170
(33,5%). La positività era sempre centrofollicolare; le cellule
positive, riconosciute in base alla morfologia, erano cellule
follicolari dendritiche, macrofagi e linfociti. la positività
era di tipo citoplasmatico. Nei casi suddetti è stata applicata
la metodica di ibridazione in situ (ish) utilizzando una sonda
per l'orf1 (open reading frame 1) il quale individua una proteina
rep associata alla replicazione. Dei 57 casi positivi all'ihc
solo quattro casi (7 %) presentavano all'ish rari ma specifici
spots centrofollicolari. sulla base dei risultati ottenuti i linfonodi
positivi all'IHC e negativi all'ISH sono stati interpretati come
provenienti da animali in cui si è verificata una esposizione
al pcv2, mentre i quattro casi positivi anche all'ISH suggeriscono
una infezione virale attiva
- CONFRONTO TRA SISTEMI ENERGETICI: ENERGIA METABOLIZZABILE,
NETTA ED EFFETTIVA DI ALIMENTI PER SUINI
CEOLIN C., TAGLIAPIETRA F., SCHIAVON S. DIPARTIMENTO DI SCIENZE
ANIMALI, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA, AGRIPOLIS
RIASSUNTO. Con lo scopo di paragonare sistemi energetici diversi,
venti alimenti per suini caratterizzati da variabili contenuti
di amido, proteina, e fibra sono stati confrontati per i loro
contenuti di energia metabolizzabile (EM), netta (EN) ed effettiva
(EE). Ivalori di em ed en sono stati ricavati dalle tabelle alimentari
proposte da noblet et al. (2004), mentre i valori di EE sono stati
calcolati, come suggerito da emmans (1993), a partire dai valori
di em e dai contenuti digeribili di sostanza organica, proteina
grezza e lipidi delle stesse tabelle. L'EE esprime un contenuto
di energia "intrinseco" degli alimenti, reso cioè indipendente,
con un approccio deduttivo, dai principali fattori animali che
condizionano il metabolismo intermedio dei nutrienti digeribili
e che perciò si rende utile come metro di confronto di altri sistemi
energetici. Nell'ambito di ciascuna modalità di espressione energetica
i contenuti assoluti di EM, EN ed EE dei venti alimenti sono stati
espressi in termini relativi ponendo pari a 100 i valori del mais.
i risultati indicano che rispetto ai valori di em, i contenuti
energetici relativi di en ed ee sono sensibilmente inferiori per
gli alimenti ricchi in proteina e in fibra. I risultati ottenuti
indicano un buon accordo tra i sistemi dell'en e il sistema dell'ee
nello stabilire un ordine gerarchico tra alimenti per il loro
contenuto energetico.
- UTILIZZO DELL'ELASTRATOR NELLA RIPARAZIONE DELLE
ERNIE OMBELICALI NEL SUINO. STUDIO PRELIMINARE
P. POLLICINO 1, M. GANDINI 1, G. PERONA 2, M. MATTONI 3, A.M.
FARCA 1. (1)DIPARTIMENTO DI PATOLOGIA ANIMALE, (2) C.I.S.R.A (CENTRO
INTERDIPARTIMENTALE SERVIZIO RICOVERO ANIMALI) E (3) DIPARTIMENTO
DI PRODUZIONI ANIMALI, EPIDEMIOLOGIA ED ECOLOGIA; FACOLTÀ DI MEDICINA
VETERINARIA, UNIVERSITÀ DI TORINO, ITALIA.
RIASSUNTO. La tecnica dell'apposizione di anelli di gomma è stata
utilizzata per verificarne l'efficacia nella riduzione non chirurgica
di ernie ombelicali su dieci suini di sesso femminile. I soggetti
non hanno mostrato segni di sofferenza né immediatamente dopo
il trattamento né nei giorni seguenti. Iil distacco del sacco
erniario è avvenuto tra il 21° ed il 28° giorno dopo l'apposizione
per otto di essi. Irestanti due sono andati incontro a recidiva
dell'ernia. Degli otto trattati con successo, quattro animali
sono stati regolarmente macellati all'età media di 223 giorni,
ad un peso medio di 171 kg, mentre i restanti sono tutt'ora in
fase di ingrasso
- PREVALENZA DI ASCARIS SUUM: RILIEVI ISPETTIVI
E INDAGINE EPIDEMIOLOGICA
LUISA RAMBOZZI 1, GIORGIO BURZIO 2, GIUSEPPE MARTANO 2, FLAVIO
PANERO 1 . 1 DIPARTIMENTO DI PRODUZIONI ANIMALI, EPIDEMIOLOGIA
ED ECOLOGIA, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO; 2 ASL 10, PINEROLO
RIASSUNTO. In indagini condotte in italia negli anni 1970-80
la positività copromicroscopica per ascaris suum era del 38% circa
sia negli allevamenti da riproduzione che da ingrasso, con oscillazioni
tra il 20 ed il 45% (1). Scopo del presente studio è quello di
fornire indicazioni sulla prevalenza dell'ascaridiosi in piemonte,
in correlazione a differenti tipologie produttive e ad alcune
caratteristiche aziendali. Lo studio è stato effettuato utilizzando
i dati relativi al periodo gennaio-novembre 2005 presso uno stabilimento
di macellazione della provincia di torino. Per ogni azienda è
stata fatta una correlazione tra la prevalenza dell'infestazione
e la tipologia produttiva ( allevamento da ingrasso e riproduzione
ciclo chiuso ), e tra la prevalenza e la consistenza numerica
dell'allevamento; nelle aziende da ingrasso, inoltre, è stata
valutato come fattore anche il sistema di tutto vuoto/tutto pieno.
Durante il periodo analizzato sono stati macellati 223.399 suini,
provenienti da 270 aziende. Sono risultati positivi 202 allevamenti
su 270 (74.8%) e 4.403 su 223.399 capi (19.7 %). Il 75.8% dei
suini macellati proveniva da allevamenti da ingrasso, il 17.3%
da allevamenti da riproduzione a ciclo chiuso, il restante 6.9%
da aziende a tipologia non determinata. Nessuna correlazione è
emersa tra la prevalenza dell'infestazione e la tipologia produttiva
"ingrasso / ciclo chiuso" (?2=0.68; p=0.41) e tra la prevalenza
dell'infestazione e la pratica del "tutto pieno/tutto vuoto" (?2=
0.41; p=0.52). relativamente alle dimensioni dell'azienda, risultano
significativamente più colpiti gli allevamenti di grandi dimensioni
(?2=6.22; p<0.01), ma con prevalenze in allevamento significativamente
inferiori (?2=379; p<0.001)
- RICERCA SU ALCUNI PARAMETRI PER LA COMPARSA
DEL PARTO NON ASSISTITO NELLA SCROFA
C. TAROCCO *, C. COZZOLINO **, M. TRANQUILLO*** E C. NASSUATO***
* GIÀ PROF. ASSOC. ALL'UNIVERSITÀ DI BOLOGNA ** MEDICO VETERINARIO
LIBERO PROFESSIONISTA *** OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO VETERINARIO
DELLA REGIONE LOMBARDIA
RIASSUNTO. La ricerca di tre caratteristiche nelle scrofe in
pre-parto trattate con prostaglandine, quali lo stato di paura
dell'uomo, la durata della gestazione e il numero di nati morti
in carriera, ha dimostrato che essi, almeno in questo campione
di animali, non possono essere considerati condizioni per la comparsa
del parto non assistito, avvenuto cioè al di fuori dell'orario
di lavoro.
- TEST DI REATTIVITA' PER LE SCROFETTE IN SALA
PARTO
CASIMIRO TAROCCO* E CLAUDIO COZZOLINO* * MEDICI VETERINARI -
LIBERI PROFESSIONISTI
RIASSUNTO. Ventotto scrofette gravide sono state sottoposte al
test di approccio all'uomo tre giorni dopo l'introduzione in gabbia
e a pochi giorni di distanza dal parto. Con un punteggio da 1
a 6 (5 -6 fiducia e 4-1 timore) 14 nullipare hanno ricevuto un
punteggio alto, 12 un punteggio medio-basso mentre 2 paurose sono
state eliminate dalla ricerca. Non vi sono state differenze significative
nelle performance produttive tra i due gruppi anche se le primipare
a punteggio elevato hanno mostrato una tendenza verso una più
elevata produttività. Iil test applicato alle scrofette gravide
può essere utile all'addetto alle partorienti per regolare il
suo comportamento in base alla risposta emozionale dell'animale.
- TUBERCOLOSI NEL SUINO NERO DEI NEBRODI: ESPERIENZE
PERSONALI
DI MARCO V., FIASCONARO M., RUSSO M., ARONICA V., CAPUCCHIO M.T.,
GUARDA F. ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA SICILIA
"A. MIRRI", AREA BARCELLONA P.G. (ME). *CENTRO DI REFERENZA DI
PATOLOGIA COMPARATA BRUNO MARIA ZAINI, DIPARTIMENTO DI PATOLOGIA
ANIMALE, TORINO
RIASSUNTO. Gli autori desiderano presentare in questa sede i
reperti macroscopici di tubercolosi piu' significativi osservati
durante la macellazione di 969 suini neri del parco dei nebrodi
fornendo in tal modo un quadro piuttosto esaustivo sulla tipologia
di lesioni in questa specie.
- DETERMINAZIONE DELLA MINIMA CONCENTRAZIONE
INIBENTE (MCI) DELL'ASSOCIAZIONE TRIMETOPRIM/SULFADIMETOSSINA
NEI CONFRONTI DI BATTERI PATOGENI PER IL SUINO
BARIGAZZI G. 1, FONI E. 1, GARBARINO C. 1, LEOTTI G. 2 CON LA
COLLABORAZIONE TECNICA DI CATELLI S., CHIAPPONI G. E ROMANINI
C. 1 ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA LOMBARDIA E DELL'EMILIA
ROMAGNA, SEZIONE DIAGNOSTICA DI PARMA, VIA DEI MERCATI, 13/A -
43100 PARMA; 2 MERIAL ITALIA SPA, MILANOFIORI-ASSAGO(MI)
RIASSUNTO. Gli autori hanno determinato le minime concentrazioni
inibenti (mci) dell'associazione trimetoprim-sulfadimetossina
(1:5) nei confronti di 52 ceppi batterici isolati in italia nell'anno
2005 dal suino nel corso dell'attività diagnostica corrente, così
suddivisi: 13 di actinobacillus pleuropneumoniae, 8 di bordetella
bronchiseptica, 5 di haemophilus parasuis, 6 di pasteurella multocida,
5 di streptococcus suis, 8 di escherichia coli k88+ e 7 di salmonella
sp.. La maggior parte dei ceppi testati sono stati inibiti a concentrazioni
variabili dei due principi attivi varianti dalla massima (=32/160
g/ml) alla minima concentrazione saggiata ( 0.015/0.075 g/ml).
Considerato che il breakpoint dell'associazione timetoprim+sulfamidico
è collocato tra 2/10 e =4/20 g/ml, la maggior parte dei ceppi
testati, 44 su 52, sono da considerarsi sensibili all'associazione
dei due farmaci. Tutti i ceppi appartenenti ai generi b. Bronchiseptica,
p. Multocida e s. Suis sono nella fascia di sensibilità, mentre
i microrganismi considerati resistenti non vengono inibiti neppure
alle più alte (32/160 g/ml) concentrazioni dei farmaci. Le resistenze
più significative sono registrate a carico degli enterobatteri.
- RICERCA DI TORQUE TENO VIRUS (TTV) IN SUINI
ALLEVATI IN ITALIA
MARTELLI F. 1, CAPRIOLI A. 1, DI BARTOLO I. 2, CIBIN V. 3, PEZZOTTI
G. 4, RUGGERI F.M. 2, OSTANELLO F. 1. 1 DIPARTIMENTO DI SANITÀ
PUBBLICA VETERINARIA E PATOLOGIA ANIMALE, FACOLTÀ DI MEDICINA
VETERINARIA, UNIVERSITÀ DI BOLOGNA; 2 DIPARTIMENTO DI SANITÀ ALIMENTARE
ED ANIMALE, ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ; 3 ISTITUTO ZOOPROFILATTICO
SPERIMENTALE DELLE VENEZIE; 4 ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE
DELL'UMBRIA E DELLE MARCHE
RIASSUNTO. I torque teno virus (TTV) appartengono ad un genere
di ancora incerta classificazione definito anellovirus. I TTV
sono stati messi in evidenza per la prima volta nell'uomo nel
1997 in un paziente con epatite post-trasfusionale ad eziologia
sconosciuta. Recentemente, ttv non distinti geneticamente da quelli
messi in evidenza nell'uomo sono stati riscontrati anche negli
animali, suini inclusi. Il presente lavoro ha avuto lo scopo di
stimare la prevalenza dell'infezione da ttv in allevamenti suini
italiani e di valutare i possibili fattori di rischio correlati
all'infezione. Campioni di siero prelevati da 179 suini clinicamente
sani di 10 aziende situate in nord italia sono stati esaminati
mediante pcr per la ricerca del dna di TTV. DNA virale è stato
evidenziato nel siero di 43 suini (24%), provenienti da 8 dei
10 allevamenti esaminati. La prevalenza è risultata essere significativamente
più elevata nelle aziende da ingrasso (40,1%) che in quelle da
riproduzione-ingrasso (11%). Negli allevamenti da ingrasso, la
prevalenza è risultata significativamente più elevata nei magroni
(57,4%) che nei grassi (22,9%), ma tale differenza non è stata
osservata negli allevamenti da riproduzione-ingrasso. La prevalenza
dell'infezione non è risultata correlata alle dimensioni aziendali.
Nessuna relazione statisticamente significativa è stata osservata
mettendo in relazione la prevalenza aziendale dei ttv e l'implementazione
da parte delle aziende stesse di alcune misure di profilassi igienico-sanitarie
e di biosicurezza
- ATTIVITÀ DELLA 3-β-IDROSSISTEROIDE DEIDROGENASI IN TESTICOLI CRIPTORCHIDI DI SUINO
*S. MIOLETTI, §S. AMEDEO, #M. APICELLA,# M. GIBERTI, *F. CERUTTI, §M.T.CAPUCCHIO, *M. CURTO , *R. BRUNO, §F. GUARDA.
*DIPARTIMENTO DI MORFOFISIOLOGIA VETERINARIA, §CENTRO DI REFERENZA DI PATOLOGIA COMPARATA BRUNO MARIA ZAINI, DIPARTIMENTO DI PATOLOGIA ANIMALE, TORINO, #ASL 17/2 SALUZZO, CUNEO.
RIASSUNTO. La discesa dei testicoli nello scroto e' un processo embrionale molto complesso, influenzato da fattori anatomici e ormonali; la mancanza di tale evento conduce a una frequente patologia del tratto urogenitale detta "criptorchidismo". L'eziologia di questo processo sembra dovuta a diversi fattori tra i quali una alterazione nel metabolismo degli ormoni sessuali steroidei e degli enzimi in esso coinvolti. A tale riguardo, in questo lavoro e' stata considerata l'attivita' della 3 beta-idrossisteroidedeidrogenasi (3 β-HSD), enzima fondamentale nella conversione dei "-Δ5-3-β-idrossisteroidi" a "-Δ4-3-chetosteroidi". In particolare, poiche' nel testicolo tale complesso enzimatico e' coinvolto nella sintesi del testosterone, si e' saggiata tale attivita' in testicoli sani e in testicoli criptorchidi di suino utilizzando il pregnenolone e il deidroepiandrosterone , substrati dell'enzima in due diverse tappe metaboliche di questa sintesi .
- EFFETTI DELLO STRESS TERMICO SULLO STATO DI
BENESSERE DEL SUINO ALL'INGRASSO
SALA V. (*) & BRIGNOLI P. (°) (*) UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO
- DIPARTIMENTO DI PATOLOGIA ANIMALE, IGIENE E SANITÀ PUBBLICA
VETERINARIA - SEZIONE DI MALATTIE INFETTIVE. (°) EUROVIX S.R.L.
- SETTORE RICERCA, PROGETTAZIONE E SVILUPPO.
RIASSUNTO. Aumentare la sanità di un allevamento suinicolo significa
spesso migliorare la gestione ambientale rendendola favorevole
agli animali piuttosto che ai patogeni. Servono perciò strumenti
tecnici innovativi, che non intervengano sul problema clinico
emergente, ma che modifichino i cicli infettivi dell'allevamento.
Questo è l'obiettivo del programma di collaborazione tra il dipartimento
di patologia animale, igiene e sanità pubblica veterinaria dell'università
degli studi di milano ed eurovix s.r.l. gli strumenti da valutare
sono bioattivatori zootecnici a base di microrganismi selezionati
e pool enzimatici, già dimostratisi efficaci nel controllo dell'impatto
ambientale della produzione suinicola. I parametri di valutazione
sono di tipo diagnostico sierologico, batteriologico e biomolecolare,
ma è previsto anche il prelievo dei dati produttivi aziendali
e l'impiego dei punteggi polmonari al macello. Sono qui riportati
i primi risultati conseguiti nel controllo dell'infezione salmonellare
in tre tipologie di allevamento.
- AGENTI VIRALI A CARATTERE ZOONOSICO NELLE FECI
DI SUINI REGOLARMENTE MACELLATI: STUDIO PRELIMINARE
SCAGLIONE F.E., CATALANO D., SCRIVANO G.L., GAMBINO F.*,GUARDA
F., MASOERO L.**,CAPUCCHIO M.T. CENTRO DI REFERENZA DI PATOLOGIA
COMPARATA BRUNO MARIA ZAINI, DIPARTIMENTO DI PATOLOGIA ANIMALE,
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TORINO * ASL N° 17 SALUZZO (CUNEO).
**ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DEL PIEMONTE E DELLA VALLE
D'AOSTA, TORINO
RIASSUNTO. Gli autori hanno esaminato 98 campioni fecali di suini
regolarmente macellati nella regione piemonte, provenienti da
9 aziende. Le indagini condotte con l'ausilio di un kit immunocromatografico
commerciale per i rotavirus e mediante l'utilizzo del microscopio
elettronico a trasmissione erano volte ad identificare l'eventuale
presenza di agenti virali a carattere zoonosico. Si tratta di
una ricerca preliminare che fa parte di un progetto di piu' ampio
respiro il cui obiettivo e' evidenziare l'eventuale presenza di
agenti virali a carattere zoonosico in organi di suino potenzialmente
utilizzabili per gli xenotrapianti. Tale indagine ha dimostrato
l'assenza di rotavirus e di particelle virali rilevabili con il
tem confermando la mancanza di patogeni a carattere zoonosico
negli animali esaminati.
- L'INFLUENZA DEL TIPO DI PAVIMENTAZIONE IN SUINI
GRASSI MACELLATI
GISBERTO GILIOLI(*); CARLO CANTONI (**); LUIGI GAIDELLA (***);
(*): MACELLO MEC-CARNI MARCARIA (MN) (**): DIPARTIMENTO DI SCIENZE
E TECNOLOGIE VETERINARIE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE, UNIVERSITÀ
DEGLI STUDI DI MILANO, VIA CELORIA 10 MILANO (***) MEDICO VETERINARIO
- MANTOVA
RIASSUNTO. Gli autori riportano i risultati preliminari di uno
studio volto a correlare il tipo di pavimento con le lesioni polmonari
e la qualità delle cosce in suini macellati.
- INDAGINI FENOTIPICHE E FUNZIONALI SULLO SVILUPPO
DELL'IMMUNITÀ NEONATALE NELLA SPECIE SUINA
LUCA FERRARI, PAOLO BORGHETTI, ATTILIO CORRADI. Dip. di Salute
Animale, Università degli Studi di Parma, Parma
RIASSUNTO. In 12 suinetti allevati convenzionalmente sono stati
analizzati i cambiamenti età-dipendenti dei livelli di leucociti
periferici in relazione ai cambiamenti dei livelli plasmatici
di ormone somatotropo (GH), prolattina (PRL) e cortisolo ed ai
livelli leucocitari (PBMC) di espressione di specifiche citochine
pro- e anti-infiammatorie dalla nascita a 50 giorni di età. I
bassi livelli di linfociti CD8+ riscontrati fino a 20 giorni confermano
precedenti risultati ottenuti che evidenziano un lento sviluppo
dell'immunità specifica causato da bassa stimolazione antigenica
e da limitata attivazione dei linfociti T helper naive (CD4+CD8a-),
le cui percentuali sono alte nel sangue per tutto il periodo di
pre-svezzamento. Gli alti livelli di GH riscontrati alla nascita
possono essere espressione di un ruolo positivo di tale ormone
sullo sviluppo dei linfociti CD4+ nonchè di un effetto antagonista
all'influenza negativa del cortisolo sulla produzione linfocitaria
nei primi giorni di vita. Il rapido decremento di cortisolo correlato
al decremento di GH ed il tipo di citochine espresse, testimonia
che i suinetti nel periodo pre-svezzamento sono contraddistinti
da una limitata attivazione della risposta a stress e della risposta
infiammatoria. Nel periodo concomitante ai primi stimoli antigenici,
vaccinazione per PRRSV (18 giorni) e svezzamento associato a vaccinazione
per M. hyopneumoniae (30 giorni), si è osservato un incremento
significativo dei livelli di cellule citotossiche naturali (NK:
CD3-CD8 +) e specifiche (LTc: CD4-CD8 +) come delle cellule della
memoria (DP: CD4+CD8+); parallelo a tale incremento si è osservato
l'aumento dei livelli d'espressione di IFN-? e di IL-1 . Nello
stesso periodo si è inoltre osservato un incremento significativo
di GH (28 giorni), indicatore di una possibile modulazione della
risposta innata alla stimolazione antigenica data dalla vaccinazione
per PRRSV, ed un incremento significativo dei livelli plasmatici
di cortisolo (31 giorni) a testimonianza di una risposta adattativa
allo stress da svezzamento. I livelli di tali ormoni si sono ridotti
successivamente senza però ritornare a valori pre-svezzamento.
- VINCITORE PREMIO PIERFILIPPO GUADAGNINI 2006
CIRCOLAZIONE DI SALMONELLA SPP IN UN ALLEVAMENTO SUINO ALL'INGRASSO,
DALLA INTRODUZIONE DEGLI ANIMALI FINO AL MATTATOIO
DE CURTIS, Pina 1, MAGISTRALI, Chiara 1, CUCCO, Lucilla 1, VISCHI,
Orlando 2, SCUOTA, Stefania 1, ZICAVO, Alessia 1, PEZZOTTI Giovanni
1. 1Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle
Marche, Perugia. 2 Medico veterinario
RIASSUNTO. Nel corso degli ultimi anni la specie suina ed i prodotti
derivati hanno assunto un ruolo chiave nel ciclo epidemiologico
di Salmonella spp., in particolare per quanto riguarda la possibilità
di trasmissione all'uomo. Il Regolamento 2160/2003/CE prevede
un controllo di questa infezione a partire dall'allevamento. Scopo
di questo lavoro è stato valutare le modalità di circolazione
di Salmonella spp. In un tipico allevamento di suini all'ingrasso
italiano. Sono stati eseguiti 9 campionamenti tra dicembre 2004
e settembre 2005, alcuni effettuati sulle strutture in corrispondenza
di momenti critici, altri sui suini in diverse fasce d'età, ed
infine sugli animali macellati. I risultati mostrano la presenza
di Salmonella spp. Sulle strutture lavate e disinfettate in allevamento,
mentre gli animali sono risultati complessivamente positivi in
4 su 5 campionamenti eseguiti in azienda. Sia il camion adibito
al trasporto prima del carico che gli animali al macello sono
risultati positivi per Salmonella spp. Per quanto riguarda gli
animali macellati sono risultati positivi i contenuti ciecali,
i linfonodi mesenterici e la superficie delle carcasse. I ceppi
isolati sono stati tipizzati sierologicamente, rivelando la presenza
di diversi sierotipi, tra cui S. Typhimurum e S. Derby in allevamento,
S. Bovismorbificans, S. Bredeney, S. Blockey, S. Hadar e S. Corvallis
sul camion destinato al trasporto e infine S. Derby, S. Hadar,
S. Bredeney, S. Bovismorbificans, S. Infantis al macello. La sensibilità
agli antimicrobici è stata valutata mediante Kirby Bauer, ed infine
alcuni ceppi sono stati sottoposti ad elettroforesi in campo pulsato
per accertarne la possibile origine clonale. I ceppi di S. Typhimurum
isolati dalle strutture e da suini hanno mostrato lo stesso profilo
in PFGE, così come i ceppi di S. Bovismorbificans, S. Bredeney
e S. Hadar isolati dagli animali dopo la macellazione e dal camion
prima del trasporto; e gli stipiti di S. Derby isolati da una
carcassa e in allevamento. I risultati complessivamente mostrano
una complessa distribuzione di Salmonella spp. Nell'allevamento
considerato, e un ruolo decisivo della trasmissione indiretta
dell'infezione, in particolare nelle fasi immediatamente precedenti
la macellazione.